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Sardine, manifestazione a Roma: “Canteremo Bella Ciao e inneggeremo allo Ius Soli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:57
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Prima una grande manifestazione, poi una riunione di tutti i referenti territoriali. Il movimento “Sardine” cerca di fare il salto di qualità questo weekend a Roma. 

Mattia Santori a Roma - Leggilo.Org

 

Oggi è il giorno del grande evento delle “Sardine” in Piazza San Giovanni a Roma. Un vero e proprio battesimo politico, ma guai a dirlo ad alta voce, per Mattia Santori e soci, che cercano il definitivo salto di qualità per il loro movimento. Attese a Roma quasi 100mila persone, o meglio questo sarebbe l’obiettivo degli organizzatori, che però non hanno idea di cosa troveranno nella piazza. L’agenzia Agi, ha intervistato sul treno che da Bologna lo ha portato a Roma, il volto mediatico delle “Sardine”, Mattia Santori. Il giovane bolognese ha parlato del raduno romano, dell’incontro di domani fra tutti i referenti territoriali e delle varie anime politiche che parteciperanno all’evento. Racconta Santori: “Fare aggregazione e riappropriarci degli spazi politici lasciati vuoti, è questo il nostro obiettivo. Ci sono arrivati vari endorsement o annunci di partecipazione dal mondo politico, artistico, culturale, e religioso. Ci fa piacere perché l’obiettivo da sempre è metterci la faccia e uscire allo scoperto. Non ci sarà un vero e proprio palco. Sarà tutto molto semplice. Circa 90 minuti di scaletta con musica, letture e spazio alla cultura. Ma devo ammettere che siamo completamente allo sbaraglio. A parte una quindicina di pullman che partiranno da Campania, Emilia Romagna, Toscana e Umbria, la maggior parte della gente arriverà in maniera autonoma. Ad un giorno di distanza non abbiamo idea di quante persone ci saranno perché non c’è nessuna organizzazione in questo. È il bello della diretta”.

Santori non teme infiltrati in piazza: “Casapound? Penso non verranno, ma in caso contrario qualche decina di guastatori non riuscirà a rovinare la festa. Poi se vogliono partecipare ad una manifestazione antifascista in cui si canta ‘Bella Ciao’ organizzata da un ragazzo di colore che lotta per lo ‘Ius Soli’, hanno un problema interno”. E del mondo cattolico che guarda con molto interesse al fenomeno “Sardine” cosa ne pensa Santori?: “La componente cattolica e cristiana c’è stata fin dall’inizio nel fenomeno delle sardine. Il nostro messaggio è stato raccolto tantissimo soprattutto da chi ha un percorso di fede che associa ad un determinato stile di vita. Quindi non mi stupisce che anche il Vaticano si sia reso conto di questa sinergia”. Poi il portavoce conclude: “Vogliamo il coinvolgimento delle persone e l’ innovazione della narrazione del messaggio politico, dove le persone sono state invitate a partecipare scrivendo un messaggio su una sardina, senza quindi assistere in modo passivo ad un comizio”. 

Nessuna bandiera di partito e nessun paragone con i movimenti che l’hanno preceduto proprio in quella piazza, come i “Girotondini” guidati da Nanni Moretti il 14 settembre 2002. Sono attesi a San Giovanni Erri De Luca e Giobbe Covatta. Mentre saliranno sul palco la Presidente dell’Anpi Carla Nespolo e il medico di Lampedusa ed eurodeputato eletto nelle liste Pd Pietro Bartolo, mentre verrà proiettato un videomessaggio di Dacia Maraini.

Domani 160 referenti cercheranno di costruire la prima struttura del movimento

Domani, invece, come spiega Repubblica, ci sarà la prima grande riunione associativa a cui parteciperanno 160 referenti territoriali. Sono coloro che hanno organizzato, nelle loro città, le altre piazze ed utilizzato il logo delle “Sardine”. Non si sono mai incontrati, ma non si riuniranno per formare delle cariche associative, bensì, come ci tengono a precisare da Bologna, una sorta di linee guida per il futuro. Per evitare, insomma, inciampi clamorosi come quello di Stephen Ogongo che nei giorni scorsi aveva invitato proprio alla manifestazione di oggi Casapound. Spiega Santori“Dovremo darci una struttura non tanto sui contenuti quanto sull’organizzazione. L’idea che spiegheremo domenica ai vari referenti è che l’obiettivo è essere un corpo intermedio tra la politica e il mondo civico attivo. Non possiamo sostituirci alle associazioni, alle lotte e alle battaglie politiche dal basso. Dobbiamo rappresentare un collegamento tra i partiti e la società civile attiva. Noi cerchiamo di presentare alla politica le istanze di questo mondo, in maniera aggregata”.

 

Fonte: Agi, Repubblica

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