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Graziano Delrio:”23 miliardi di tasse dal chiacchierone di Pontida. In Emilia vinciamo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:47
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Il capogruppo del Partito Democratico a Montecitorio Graziano Del Rio ha parlato, prima in una intervista rilasciata a Repubblica poi ospite a “L’aria che tira” su La7, delle elezioni regionali in Emilia Romagna e del lavoro dell’Esecutivo, reso complicato, a suo dire, dai danni del Governo Conte I.

Graziano Del Rio è convinto della vittoria in Emilia Romagna ma avverte gli alleati di Governo - Leggilo.org

In una lunga intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, l’ex Ministro delle Infrastrutture ha provato a dare risposte a tanti temi: dalle prossime elezioni regionali, molto sentite dato che Del Rio è stato Sindaco per due mandati della città di Reggio Emilia, ai rapporti con gli alleati del Movimento 5 Stelle. Tra rassicurazioni e attacchi pungenti ai grillini, Del Rio si dice fiducioso sulle imminenti elezioni in Emilia Romagna, in programma il prossimo 26 gennaio: “L’Emilia Romagna è una regione importantissima del Paese, che il Pd guida con orgoglio. Per noi sarebbe una sconfitta difficile da assorbire: non dobbiamo essere ipocriti. Non veniamo danneggiati dalla scelta del M5S di correre, perchè la nostra forza non sta nelle alleanze ma nella capacità che abbiamo messo in campo come coalizione di centrosinistra di dare soluzioni ai problemi della gente. L’Emilia Romagna ha un sistema di trasporti all’avanguardia con treni nuovi per i pendolari e una sanità tra le migliori d’Europa. C’è stata una dedizione ai problemi delle persone, che potrà essere migliorata, ma noi non parliamo in politichese, e non corriamo dietro a nessuno”. Una convizione però che sembra stonare con il disappunto del Presidente uscente e candidato alla Regione Stefano Bonaccini, che sembra voler ribadire il poco impegno profuso dal Pd per cercare un accordo con Luigi Di Maio e soci: “La coalizione che governa a livello nazionale poteva essere riproposta, malgrado la sconfitta in Umbria, perchè il dialogo con i 5 Stelle era già avviato da tempo in Regione”.

“Per il voto su Rousseau doveva essere interpellata la base emiliana”

Il deputato dem non nasconde l’insoddisfazione per il risultato del voto sulla piattaforma Rousseau. Per l’ex Ministro il quesito posto agli iscritti era fuorviante. Ma anche se appare chiaro il messaggio di allarme lanciato dalla base in direzione del Governo, Del Rio minimizza: “La posizione emersa dalla piattaforma Rousseau è molto netta. Quello è un risultato annunciato. Se chiedo ad un militante del Pd se vuole sciogliere il Pd, è evidente che la risposta è no. Era quindi un risultato atteso. Forse la domanda andava posta diversamente, e cioè se si voleva un’alleanza a livello regionale come quella a livello nazionale. E doveva essere interpellata soprattutto la base dell’Emilia Romagna”.

“Salvini ci ha lasciato 23 miliardi di euro di tasse”

Del Rio rivendica le scelte fatte dall’Esecutivo sulla manovra finanziaria, pur aprendo qualche spiraglio di modifiche richieste dal Italia Viva e dall’amico Matteo Renzi: “Questo è un Governo che ha ricevuto in eredità dal chiacchierone di Pontida 23 miliardi di euro di tasse per gli italiani, gli investimenti allo 0% e la crescita allo 0%. Questa manovra è fatta in condizioni proibitive e tuttavia si sono tolte tasse per 26 miliardi di euro, con lo stop all’aumento di 23 miliardi di Iva e 3 che sono entrati in tasca dei lavoratori con il cuneo fiscale. Il Governo ha fatto la sua parte, ora il Parlamento affronta alcune misure indispensabili, ad esempio la gradualità della plastic tax”. Poi un nuovo affondo agli alleati di Governo: “Togliere lo scudo penale e dare così un pretesto ad ArcelorMittal è stato un grave errore. Va detto che l’azienda ha cercato quel pretesto avendo problemi più sostanziali, tanto da voler disutere subito dei 5mila esuberi”.

“Le Sardine? Segnale di speranza”

Il capogruppo alla Camera del Partito Democratico esprime poi il suo apprezzamento per il neo movimento delle “Sardine”, negli studi di La7, ospite di Myrta Merlino: “Quello è il segno di un popolo che si vuole riappropriare della sua vita quotidiana e dei grandi valori che tengono insieme una comunità. Sono molto contento della reazione della gente comune, delle sardine che occupano le nostre piazze non perchè convocate da un capo ma perchè credono in principi diversi da quelli di Salvini, e non abboccano. Le persone si sentono chiamate in causa in certe occasioni, e questo è anche un segnale di speranza, perchè vuol dire che non è tutto in mano alla politica”.

Fonte: Repubblica, La7

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