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Renzi, Legge di Bilancio, crisi a Taranto: la Lega si prepara alle urne

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:44
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Convocati i partiti della Maggioranza a Palazzo Chigi per cercare di risolvere i conflitti interni all’Esecutivo. Il Premier Giuseppe Conte spera di conciliare posizioni ormai troppo lontane tra loro prima dell’approdo in Senato del Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio. Intanto la Lega osserva la crisi di Governo e prepara il piano per le prossime elezioni politiche: se il Centrodestra dovesse vincere le regionali in programma nel 2020, Conte non potrà fare altro che dimettersi. 

Mittal. Legge Finanziaria e Renzi, il Governo rischia - Leggilo.Otg

 

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato a Palazzo Chigi una riunione con i Ministri, i Sottosegretari e i capigruppo della Camera e del Senato dei partiti che formano la Maggioranza. L’obiettivo è risolvere le divergenze per evitare che la Manovra resti impantanata al Parlamento. Sul tavolo le richieste dei renziani di modifiche della plastic tax e della riduzione delle auto aziendali, oltre alla reintroduzione immediata dello scudo penale per il caso ArcelorMittal. Le richieste di Italia Viva, oltre ad almeno mille emendamenti presentati dalla stessa Maggioranza e dalle opposizioni rendono la strada per l’approvazione del Decreto Fiscale e della Manovra Economica lunga e tortuosa. All’orizzonte si profilano anche tempi più lunghi del previsto. Già slittato l’approdo del documento delle Finanze al Senato al 3 dicembre, con conseguente terza lettura a Palazzo Madama per il 27/28 dello stesso mese, considerando le festività del periodo. Superare lo stallo creatosi nella Maggioranza non sarà semplice: il Movimento 5 Stelle non vuole arretrare di un passo. Troppo difficile da digerire il diktat dei renziani sulla plastic tax, tanto voluta da Luigi Di Maio e i suoi, ma soprattutto sulla reintroduzione dell’immunità penale per l’ArcelorMittal.

Roberto Gualtieri: “La situazione economica del Paese non è rosea”

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri apre alle modifiche al testo, purchè ragionevoli. Come rivela l’agenzia Agi, il Ministro è disposto a rivedere alcune parti ma l’impianto della manovra non è in discussione: “Il Parlamento si eserciti anche sul versante delle coperture e non solo delle spese per mantenere i saldi invariati. La situazione economica del Paese non è rosea. Tutto ristagna. E il problema non è la Legge di Bilancio, su cui continueremo la nostra battaglia NoTax, ma la situazione di incertezza sugli investimenti”.  

In audizione al Senato, il Ministro Gualtieri, ha difeso la Legge di Bilancio varata dall’Esecutivo, specie dal fuoco amico arrivato in questi giorni da Matteo Renzi ed i suoi: “Le misure che vengono considerate controverse sono solo il 5% della manovra. Esiste uno strabismo comunicativo che mette in circolo numeri fantasiosi su plastic tax e auto aziendali. Nel primo caso, la norma può essere riformulata e migliorata ma salvaguardando la ratio dell’intervento che disincentivi l’abuso della plastica monouso. Mentre sul fronte della stretta sulle auto aziendali bisogna incentivare il rinnovamento del parco, ma modulando tempi e forme”. 

Per il titolare del Dicastero delle Finanze: “La Manovra ha già determinato una percezione di maggiore stabilità della nostra economia, così come testimoniato dal calo dello spread che produrrà un risparmio di 2,7 miliardi per l’anno in corso e 6,7 miliardi nel 2020. La stima dell’aumento del Pil dello 0,6% prevista è ampiamente raggiungibile e anche prudente”.

La Lega crede nella vittoria in Emilia Romagna

Per la Lega la crisi non è sanabile ed una vittoria del Centrodestra alle regionali in Emilia Romagna potrebbe rappresentare la definitiva sconfitta per il Governo Conte. Il Carroccio si prepara ed ha in mente anche la data per le nuove politiche: il 24 maggio. Uno scenario che acquista sempre di più forza con il passare del tempo. Nelle stanze di Via Bellerio sono certi della vittoria in Emilia Romagna. Una sconfitta nella sua roccaforte costringerebbe il Partito Democratico a cercare di contenere i danni ed a ritirare la fiducia al Presidente Giuseppe Conte.

Se ciò non dovesse avvenire, nella Lega sono convinti allo stesso modo che una vittoria nella Regione rossa per eccellenza scatenerebbe un effetto domino sugli altri appuntamenti elettorali previsti nel 2020. I sondaggi premiano il Centrodestra in tutte le 8 Regioni al voto: vittoria certa in Veneto, mentre in Puglia la guerra tra il Presidente uscente Michele Emiliano e Matteo Renzi non potrà fare altro che portare benefici al Centrodestra, allo stesso modo dello scontro in Campania tra il Presidente Vincenzo De Luca e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Inoltre la scissione di Renzi dal Partito Democratico, permetterebbe una seria riflessione sulla possibilità di vittoria in Toscana. A quel punto, il Governo Conte non potrà fare a meno di constatare che i numeri in Parlamento non rappresentano la situazione politica reale del Paese.

Salvini e Giorgetti ragionano sul dopo Conte

La caduta immediata del Governo Conte però trascinerebbe con sè alcune crisi del Paese che necessitano di una risoluzione urgente: su tutte quelle di ArcelorMittal e Alitalia. Anche la Legge Elettorale non convince. Per questo, come racconta Tgcom24, l’ex Sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti ha avanzato l’ipotesi di un tavolo comune per la realizzazione delle riforme più urgenti, prima della nuova tornata elettorale. Una posizione che non convince il leader della Lega Matteo Salvini che si dice dubbioso sulla collaborazione con i partiti della Maggioranza Conte. Ma è anche in dubbio che l’attuale sistema elettorale necessita di modifiche, impossibili da attuare con un Esecutivo eventualmente con numeri risicati alle Camere. Per Salvini: “La legge elettorale in un momento così drammatico è lontana, ma se ci sono proposte che garantiscono che si possa governare e non quel pateracchio proporzionale di cui parlano Pd e 5 stelle, noi ci siamo. Abbiamo proposto il maggioritario tout court, se c’è questo intento noi ragioniamo, altrimenti c’è il referendum”.

 

Fonte: Agi, Tgcom24

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