Don Bartolomeo Sorge: “Salvini è come un mafioso, comanda con paura e odio”

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Don Bartolomeo Sorge – gesuita, teologo e politologo – è tornato ad attaccare Matteo Salvini sottolineando presunti aspetti in comune tra il Ministro dell’Interno e la mafia.

Sorge Nicolas prete contro Salvini - Leggilo

Don Bartolomeo Sorge – gesuita, teologo e politologo – si è nuovamente scagliato contro Matteo Salvini e il suo modo di governare, andando ben oltre una semplice critica. Il prete ha infatti pubblicato un duro messaggio tramite il proprio account Twitter evidenziando ciò che sarebbe in comune tra il ministro dell’Interno e la mafia. Il prelato ha infatti scritto quanto segue: “La mafia e Salvini comandano entrambi con la paura e l’odio, fingendosi religiosi. Si vincono, resistendo alla paura, all’odio e svelandone la falsa pietà”.

Non è la prima volta che Don Bartolomeo Sorge riserva un pesante affondo nei confronti del leader della Lega. Già a fine mese di maggio, l’ex direttore della Civiltà Cattolica, rivista di cui è stato direttore dal 1973 al 1985, aveva bacchettato il Carroccio e i Cristiani che lo votano. Intervistato a tal proposito da Adnkronos, Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ha commentato il tweet considerandolo come un tentativo da parte di Don Bartolomeo Sorge di porre l’accento sul modus operandi che starebbe realizzando Salvini.

“Bisogna leggerlo, Padre Sorge, secondo me, non voleva dire che Salvini è un mafioso, conoscendo anche la sua attenzione alle parole – ha quindi proseguito – ma voleva dire che Salvini usa un meccanismo simile a quelli del ricorso al sacro per legittimarsi. Quello che si perde in termini di legittimazione nelle forme di democrazia si rafforza esibendo il sacro”, ha continuato Nando Dalla Chiesa criticando il gesto ripetuto del leader della Lega di mostrare il rosario alla fine dei suoi comizi. “A volte l’abuso del sacro si trasforma in sacrilegio, e lo stanno dicendo diverse autorità religiose”, ha concluso. 

Fonte: Don Bartolomeo Sorge TW, Adnkronos,

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