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Vincent Lambert è morto dopo la sospensione della cure

Vincent Lambert, l’uomo tetraplegico di 42 anni tenuto in vita artificialmente dopo un incidente nel 2008, è morto a seguito della sospensione delle cure.

Come informa l’Ansa, Vincent Lambert è morto alle 8.24 di giovedì 11 luglio dopo 8 giorni dalla sospensione delle cure che lo tenevano in vita. In Francia il suo caso, come era prevedibile, ha fatto discutere moltissimo l’opinione pubblica: è giusto sospendere le cure palliative ad un uomo tetraplegico? A differenza per esempio di Dj Fabo, Lambert – come riportano i sostenitori della battaglia per la vita – non era connesso ad un ventilatore e il battito del cuore funzionava regolarmente, oltre a non essere oggetto di terapie intensive che potessero rappresentare un accanimento terapeutico, visto che l’unica cura fornita erano l’idratazione e la nutrizione. Per questo si sono battuti per tenerlo in vita, fino all’ultimo, i genitori Pierre, di 90 anni, e Vivienne, di 73, che avevano già lo scorso maggio presentato un nuovo ricorso per impedire che interrompessero le cure.

Vincent Lambert, i fatti

Era il 2008 quando Lambert – che lavorava come infermiere in psichiatria all’ospedale di Chalons en Champagne –  è rimasto vittima di un incidente stradale. A seguito dei gravi danni subiti ha riportato una lesione cerebrale permanente giudicata irreversibile e da 11 anni si trovava in uno stato vegetativo cronico. A seguito dell’approvazione della legge Claeys-Leonetti varata in Francia nel 2016, è stato possibile interrompere l’assistenza che lo teneva in vita perché essa prevede – pur proibendo l’eutanasia e il suicidio assistito l’interruzione delle cure in caso di accanimento terapeutico, contro il volere del paziente o in seguito a una “decisione collegiale”. E’ stata infatti la moglie di Lambert, Rachel, a testimoniare più volte  al Consiglio di Stato già dal 2013 che il compagno non avrebbe voluto vivere in uno stato vegetativo. La donna, assieme al nipote Francois, e ai cinque fratelli e sorelle si è sempre schierata a fianco dei medici e del primario Vincent Sanchez, del reparto di cure palliative e cerebrolesi del Policlinico universitario di Reims in cui Lambert era ricoverato. Gli anziani genitori invece hanno sempre combattuto affinché ciò non avvenisse, presentando negli anni tre ricorsi.

Nel 2013 erano state interrotte le cure artificiali riprese dopo 31 giorni per ordine di un Tribunale amministrativo, sempre su richiesta dei genitori. Poi, lo scorso 20 maggio, una nuova sospensione, annullata dopo l’accoglimento del ricorso presentato dai genitori. A inizio luglio, la decisione definitiva. “Morirà di fame e di sete” avevano detto i contrari, mentre secondo la legge questo non è avvenuto visto che, oltre alle procedure per la fine delle cure palliative, è stata garantita una sedazione “controllata, profonda e continua” e la somministrazione di analgesici “per precauzione”. Dello stesso parere anche Bernard Devalois, specialista di cure palliative alla Maison de Sante di Bordeaux che a Le Figaro ha dichiarato: “Non è vero che Lambert morirà di fame e sete. Verrà idratato dalla bocca, così da non sentire la sensazione della sete“.

Il Presidente francese Emmanuel Macron, che era stato interpellato da Vivienne, la madre di Lambert, senza avere risposta, ha dichiarato sul proprio profilo Facebook di essere molto addolorato, come riporta Adkronos: “Su questa questione, che tocca l’intimo di ciascuno, non vi sono risposte semplice od univoche. Solo incertezze e strazio… e la volontà di rispettare la dignità di ogni vita umana”. Ha aggiunto però che in quanto Presidente della Repubblica non spetta a lui “sospendere una decisione che si basa sulla valutazione dei medici ed è conforme alle nostre leggi”.

 

Fonte: Ansa, Adnkronos, Le Figaro, Emmanuel Macron FB

Pubblicato da
Valentina Colmi

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