La Sea Watch 3 è vicina a Lampedusa in attesa di un porto dove poter sbarcare. Almeno 50 città tedesche avrebbero offerto accoglienza, salvo poi essere bloccate dal Ministro dell’Interno. Intanto, la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo contro ignoti per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
La Sea Watch 3 è ancora bloccata in acqua, a circa 15 miglia nautiche da Lampedusa, in attesa della ricezione di un porto dove sbarcare. A bordo, dopo 6 giorni da quando ha soccorso i profughi al largo delle coste libiche, ci sono 43 persone, di cui 6 donne e 3 minori non accompagnati. Dal profilo di Twitter dell’imbarcazione umanitaria, qualche ora fa, arriva l’ennesima richiesta di soccorso. “Hanno bisogno di sbarcare subito. Chiediamo con forza che si facilità la disponibilità delle città tedesche ad accogliere”, si legge in un Tweet.
L’Adnkronos informa che almeno 50 città tedesche si sarebbero offerte di accogliere i migranti a bordo, ma sarebbero state bloccate dal Ministro dell’interno Horst Seehofer. Se insomma l’Italia ha chiuso tutti gli ingressi – dopo che il Governo italiano ha messo in pratica il Decreto Sicurezza bis vietando l’ingresso delle Ong nelle acque territoriali – dall’Europa nessuno sembra disposto a cedere. Solo la Turchia aveva dato disponibilità ricevendo un rifiuto dall’Unione Europea in quanto considerato, come Tripoli, un porto non sicuro. Tuttavia, riportano fonti tedesche, basterebbe una presa di posizione da parte della Commissione europea.
Intanto, informa Rainews, il Procuratore aggiunto Salvatore Vella ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, che ipotizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il caso è passato alla competenza della Procura di Agrigento dopo lo sbarco di 10 donne, bambini e due uomini in gravi condizioni di salute a Lampedusa. I pm avevano posto sotto sequestro la nave per il tempo necessario a reperire la documentazione che, una volta ottenuta, non è stata ritenuta sufficiente a bloccare l’imbarcazione. Una volta dissequestrata, l’Ong battente bandiera tedesca è tornata in acqua in zona Sar libica.
La giornata difficile per Sea Watch prosegue con la pronuncia del Tribunale Amministrativo del Lazio, che ha respinto il ricorso con cui la Ong tedesca affermava illegittimo il provvedimento emesso dal Ministero dell’interno riguardante il divieto di ingresso, attraversamento, sosta e sbarco notificato a bordo dalla Guardia di Finanza. Ad informare sulla decisione dei giudici un tweet de La7. Per i giudici amministrativi il divieto di ingresso in acque territoriali e il no allo sbarco notificato dal governo italiano alla Sea Watch sono legittimi.
Twitter Sea Watch3, Rainews, Adnkronos, La 7 Twitter
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