Maria Sestina Arcuri è morta per una caduta dalle scale. A spingerla è stato il fidanzato, Andrea Landolfi, incastrato dalle parole del figlio di lui, un bambino di 5 anni, che ha ricostruito la dinamica.
Sestina Arcuri, 26 anni, è morta nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 a Ronciglione, nella casa del fidanzato. La giovane di origini calabresi faceva la parrucchiera e da circa 3 mesi frequentava Andrea Landolfi. Quest’ultimo si è sempre proclamato estraneo ai fatti, dichiarando che Sestina è caduta dalle scale. Una ricostruzione che è apparsa subito strana agli inquirenti, smentita anche dai risultati dell’autopsia che ha dimostrato l’ incompatibilità con il racconto del giovane. A togliere ogni sospetto è la dichiarazione del figlio di Landolfi, un bimbo di 5 anni, ascoltato in audizione protetta lo scorso 27 febbraio.
“Papà non l’ha spinta. Papà l’ha lanciata”, ha riferito il piccolo, riporta Il Corriere. E ancora: “Papà non si è fatto niente. L’ha lanciata di peso, l’ha buttata proprio… ha fatto “bam” addosso al muro. Così guarda “bam”. Ha urlato “ahhhhh” tipo Tarzan”. Parole che non lasciano dubbi agli inquirenti, una testimonianza netta e chiarissima, perfettamente combaciante con le perizie effettuate sul corpo di Maria Sestina e mimata anche con dei gesti. Il trauma cranico, rivelatosi fatale ed emerso dall’esame autoptico, è compatibile solo con una violenta caduta e non con un fatto accidentale come più volte dichiarato dall’uomo.
I Giudici del Riesame di Roma hanno accolto la richiesta della Procura di Viterbo di custodia cautelare in carcere per Landolfi, aggiungendo anche la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. La nonna dell’uomo, presente in casa quella sera, invece fornisce un’altra versione volta a scagionare Landolfi, violento anche nei confronti dell’anziana. In un’intercettazione, tra l’altro, la signora fa riferimento al momento in cui Sestina viene spinta giù con violenza. Landolfi ha un passato di violenze e dipendenza dall’alcol, come hanno confermato anche alcune sue ex fidanzate, sentite come testi. La difesa ha chiesto il ricorso in Cassazione.
Fonte: Rai, Messaggero
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