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Cronaca

“Dire che i napoletani sono tutti ladri non è diffamazione”

Sara Pezzetto, vice procuratore onorario di Aostia, ha chiesto al Giudice di pace l’archiviazione dell’indagine per diffamazione a carico del gestore del bar Cafè des Guides di Courmayeur, aperta dopo una querela di un 48enne, originario di Caserta ma residente a Milano.

 

Condotta discriminatoria nei confronti di Rom e Sinti”. Per questo un giudice anni fa condannò  un editore ordinando il ritiro dal mercato di una pubblicazione, rivolta ai partecipanti al concorso di abilitazione per l’esercizio della professione di avvocato. Nel volume queste comunità venivano associate alla commissione di reati. Il testo conteneva una raccolta di pareri motivati di diritto penale. Per spiegare il reato previsto dall’articolo 712 del codice penale ‘Acquisto di cose di sospetta provenienza’  l’autore della pubblicazione aveva descritto le circostanze che avrebbero dovuto far sorgere nel soggetto che acquista o riceve il sospetto che la cosa provenga da reato. Secondo l’autore era imprudente l’acquisto da “un mendicante, da uno zingaro o da un noto pregiudicato”.
Con la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale Civile di Roma, il giudice dichiarò discriminatorio il riferimento agli zingari e ordinò al Gruppo Editoriale Simone e all’autore della pubblicazione “di cessare il comportamento discriminatorio” provvedendo al ritiro dal mercato della pubblicazione o di successive edizioni recanti il medesimo contenuto e, in caso di pubblicazioni successive, alla eliminazione dell’espressione ritenuta offensiva. Il Tribunale condannò inoltre la casa editrice a un risarcimento economico di 1000 euro nei confronti di D.S., la donna Rom che ha introdotto la causa civile. Della vicenda parlò il Fatto Quotidiano.

Diversa valutazione se l’oggetto delle frasi discriminatorie sono i napoletani, almeno secondo i magistrati di Aosta. Mesi fa si parlò di una sentenza dove i giudici avevano ritenuto impossibile un reato di stupro per la scarsa avvenenza, a parer loro, della vittima. Ora un pronunciamento sulla pretesa disonestà dei partenopei non lascia perplessi almeno quanto le altre sentenze.

Tutto è nato da una frase che non è piaciuta, pronunciata dal gestore di un bar di Courmayeur nei confronti di un cliente.  I fatti risalgono al 26 gennaio scorso. Il turista, entrato nel locale insieme ai suoi figli piccoli, ha chiesto di poter vedere la partita Milan Napoli e ha avuto una risposta seccata: “A noi i napoletani non piacciono e le partite del Napoli non le facciamo vedere”, avrebbe risposto il barista. Il cliente, dopo aver portato i bambini fuori dal bar, è rientrato chiedendo spiegazioni. A quel punto, l’uomo ha rincarato la dose: “Non ci piacciono i napoletani perché sono tutti ladri, perché quando ci sono dei napoletani nel locale fanno sempre casino e spesso rubano i soldi dalla cassa”.

Di conseguenza, il 48enne ha sporto denuncia nei confronti del barista ed è partita un’indagine. Secondo il proprietario del bar, Nicholas Borghi, il suo dipendente avrebbe negato di aver pronunciato le frasi incriminate. “Ci tacciano di essere razzisti ma non è così. Il mio dipendente è di nazionalità argentina ed è soprannominato Maradona”, ha detto Borghi. Per il vice procuratore onorario di Aosta, Sara Pezzetto, non si è trattato di diffamazione, né di ingiuria, in quanto l’offeso era presente, informa Tgcom24. Così, è stato richiesto al Giudice di pace l’archiviazione dell’indagine a carico del gestore del bar Cafè des Guides di Courmayeur. Inoltre, in base a una sentenza della Cassazione, non si può neppure parlare di”odio razziale o etnico”, dato che manca un “sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori”. Per il 48enne rimane solo la via del giudizio civile.

Fonte: Tgcom24, Il Fatto Quotidiano

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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