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PD al collasso in Umbria, indagata la Governatrice, arrestati Segretario e assessore alla Sanità

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Abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso, sono le accuse che ricadono su alcuni esponenti PD. Un partito che agisce in nome della legalità, soltanto per il neo segretario Nicola Zingaretti.

Sanità Umbria, arrestati politici PD - Leggilo

Situazione in collasso nel Lazio, la Regione che, nonostante la guida del neo segretario PD Luca Zingaretti, detiene il primato della sanità peggiore. Persi 3600 posti letto e chiusi sedici ospedali in 8 anni, ma spostandoci in Umbria le cose non vanno meglio. Abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso sono le ipotesi di reato a vario titolo che gravano nei confronti di Catiuscia Marini, Presidente della Regione, del PD; di Luca Barberini, responsabile regionale della Sanità; e di Gianpiero Bocci, ex sottosegretario umbro del Partito democratico durante il Governo Renzi. La Procura di Perugia ha iscritto nel registro degli indagati la Marini, mentre gli altri due sono stati posti ai domiciliari, così come il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca e il direttore amministrativo della stessa azienda.

L’indagine, seguita dalla Procura di Perugia e guidata procuratore Luigi De Ficchy, vede coinvolti anche altri 6 dirigenti dell’azienda ospedaliera. I democratici sono accusati di aver commesso irregolarità in 8 concorsi per assunzioni, portate alla luce grazie ad intercettazioni ambientali e telefoniche e alle perquisizioni della Guardia Di Finanza. Dall’ordinanza firmata dal Gip di Perugia Valerio d’Andra, emerge l’utilizzo di trojan nei telefonini, strumento che “ha consentito di documentare il significativo contenuto di alcuni colloqui tenuti dall’indagato Emilio Duca, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, al di fuori del suo ufficio”.

Secondo l’accusa, i politici coinvolti hanno segnalato persone da assumere – in almeno 8 concorsi per assunzioni di una trentina tra medici e personale – ai vertici dell’azienda ospedaliera. I candidati sono stati quindi agevolati nel poter vincere i concorsi. In sostanza, sono stati raccomandati, ritengono gli inquirenti. Le procedure di selezione del personale sono state “condizionate illecitamente”, con “l’alterazione dei risultati della selezione”: i democratici avrebbero comunicato a terzi le tracce d’esame e indirizzato la Commissione sulle valutazioni da assegnare ai candidati. Nelle carte del Gip si legge anche di un’ “alterazione della procedura concorsuale consistita nella manipolazione dell’esito del sorteggio dei componenti della commissione esaminatrice”. Di conseguenza, una commissione già decisa e la meritocrazia che vola via, lontano dal PD.

Fondamentali le intercettazioni telefoniche. Nel fascicolo d’inchiesta c’è anche un video che documenta come Emilio Duca avesse con sé le tracce delle prove scritte del concorso e le dovesse portare in consiglio regionale, per consegnarle all’assessore regionale Luca Barberini,il soggetto più interessato all’esito della procedura e quello anche più ascoltato“, si legge nell’ordinanza. “Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale all’attività dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”, ha fatto sapere Catiuscia Marini.

Ogni genitore conosce i suoi figli e questi figli hanno un padre di nome Renzi, che in quanto ad accuse, in famiglia, non scarseggia. E lo provano le esperienze dei due coniugi di questi mesi. Fu l’ex Premier  Renzi, infatti, a decidere di mettere ai vertici del Partito democratico gli umbri, annunciati a Roma durante l’assemblea nazionale Dem dopo il referendum che aveva proclamato Renzi a segretario nazionale, circa due anni fa. Nella nuova direzione nazionale del partito, composta da 120 membri, fece comparsa proprio la Marini, come presidente della Regione, accompagnata dalla vice presidente della Camera Marina Sereni e dalla deputata Anna Ascani.

Non si è fatta attendere la presa di posizione del vicepremier Matteo Salvini:Senza entrare nel merito degli ultimi arresti, i cittadini dell’Umbria sono malgovernati da troppo tempo; elezioni regionali subito!”. Nicola Zingaretti, invece, è ricorso al commissariamento. Si è espressa anche il Ministro della Salute Giulia Grillo: “Voglio ribadire l’urgenza di riaffermare che la trasparenza, il merito e l’assenza di conflitti di interesse sono punti di partenza necessari e imprescindibili per ogni nomina nella sanità”. E se, come ha fatto notare Salvini, si andrà alle regionali anche in Umbria, il PD potrebbe perdere quasi per certo un’altra Regione. Ogni giorno, del resto, qualcosa cade a pezzi e ormai non c’è da stupirsene.

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