Home News Mondo Nonna partorisce la nipote per il figlio omosessuale: “Volevo fargli un regalo”

Nonna partorisce la nipote per il figlio omosessuale: “Volevo fargli un regalo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:52
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Nonna di 61 anni partorisce il nipote per il figlio omosessuale“. Dieci anni fa un titolo del genere sarebbe stato un errore di battitura o quasi. Vent’anni fa impensabile. Trent’anni fa un incubo. E ora quell’incubo è diventato realtà ed è, per qualcuno, un sogno che si avvera. Perchè è accaduto.

Nonna di 61 anni partorisce il nipote per il figlio omosessuale - Leggilo

Una donna di 61 anni ha partorito la figlia del figlio omosessuale. E’ successo negli Stati Uniti, in Nebraska. E’ un caso senza precedenti e certo ne seguiranno altri. Un neonato messo al mondo dalla nonna. Difficile pensare a qualcosa di più estremo nel mondo, certo non privo di fantasia, della maternità surrogata. Forse riusciranno a far partorire la trisavola e dopo il nonno, dopo un’adeguata terapia di ormoni. E’ solo questione di tempo. Ma torniamo al presente: la nascita è stata possibile tramite il concepimento in vitro.

Cecile Eledge, 61 anni, ha tenuto in grembo per nove mesi la bambina del figlio omosessuale, Matthew. Una fecondazione artificiale a cui ha contribuito tutta in famiglia, o quasi. Ma niente incesto in vitro. A donare gli ovuli non è stata la sorella di Matthew ma quella del suo compagno, Elliott Dougherty. Forse dovremmo chiamare lui il “marito” di Matthew e lei la “cognata”. Certo, ma a noi basta dire che è il compagno, senza tirare in ballo quella vetusta isitituzione chiamata “matrimonio” certo una burla inventata da qualche genio eccentrico, non si sa bene per quale motivo. Forse per vederlo andare a rotoli con uno sequela di problemi legali – come l’affidamento di figlie e figli – più lunga dello strascico di una sposa. E qui di spose neanche a parlarne. Solo maschi si sono visti. Ah, no, dopo è venuta la bimba. Una donna in casa non stona, ogni tanto.

Well, holy smokes, y'all.Little tiny Uma Louise has ventured into this world and let me tell you, she is simply…

Pubblicato da Ariel Panowicz Creative su Lunedì 25 marzo 2019

Matthew, insegnante in una scuola cattolica, aveva dichiarato di voler sposare Elliott. Ma lui è un uomo, dicevamo. Risultato: perde il lavoro. Pessima decisione. Cosa c’entra il lavoro con la vita privata? Misteri della fede. Lui ed  Elliott non vogliono solo sposarsi e dormire nello stesso letto. Vogliono un figlio. Ma si sa, il Nebraska è uno stato di bigotti. Potrebbe capitare un giudice che dorme con la Bibbia sul comodino. E non possono attendere che Dio – o meglio, Madre Natura, è più politicamente corretto – si accorga dell’errore nell’aver concesso alle sole donne di partorire. Quindi decidono risolvere il problema in famiglia e di fare tutto lì. Ah, per inciso, la famiglia di cui stiamo parlando e di quelle destinate a scomparire o di finire in minoranza. In nome dell’amore. Insomma, la mamma di Matthew, Cecile, si offre di condurre la gravidanza: nell’utero della 61 enne – che mai avrebbe pensato di accogliere un’altra vita – vengono impiantati gli ovuli di Lea Yrib, sorella di Elliott, genero di Cecile, fecondati con il seme di Matthew, come riportato da Il Corriere della Sera.

Così è nata Uma Louise Dougherty Eledge. Le foto del parto mostrano i due ragazzi commossi e, a sentir loro, innamorati, la nonna felice per essere diventata mamma e nonna, la sorella di Elliott che è diventata zia e sarà bravissima a dimenticare di essere la mamma. C’è il nonno che è diventato padre e nonno in una volta sola. C’è Matthew che ha messo il seme nell’ovulo fecondato finito nell’utero di sua madre. C’è Ellliott che non ha messo nulla, ma è diventato padre lo stesso. Ah, no, ha messo la sorella. Sembra la “Alla Fiera dell’Est” adattata ai nuovi tempi. Beh, alla faccia degli omofobi: quando c’è l’amore c’è tutto. E, a giudicare dalle foto del parto, di gioia e amore c’è ne a secchi. Ma se si guardano meglio le immagini  si vede una donna anziana a gambe aperte su un letto e si cerca, d’istinto la madre. Ma dopo ci si corregge subito e ci si vergogna quasi per questi pensieri da Età della Pietra. Si augura ogni bene ad Uma. Sembrano tutte brave persone, davvero. Degne più di altre di amore e comprensione. La verità vera sarà lei, Uma, a raccontarla, tra venti o trent’anni, quando i bambini nasceranno dal polline e dai fiori, come credevamo noi quando eravamo noi i bambini. E forse sarà davvero un sogno, finalmente.

Fonti: Facebook Ap, Il Corriere della Sera

 

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