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L’avviso dell’ambasciata Usa prima del disastro: «Non partite da Addis Abeba»

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«Non partite da Addis Abeba il 10 marzo». Una particolare coincidenza, in un avviso pubblicato dall’Ambasciata Usa ad Adis Abeba due giorni prima del terribile incidente aereo del volo dell’Ethiopian Airlines che he costato la vita a 157 persone, tra cui probabilmente 8 italiani. Lo schianto è avvenuto questa mattina a soli semi minuti dal decollo. L’aereo, un Boeing 737 era partito aeroporto internazionale Bole di Addis Abeba ed era diretto a Nairobi.

Ancora nessuna indicazione sulla causa dello schianto. Tewolde Gebremariam, Ceo della Ethiopian Airlines ha dichiarato: «I controlli e la manutenzione di routine non hanno mai rivelato alcun problema. Era un aereo nuovo di zecca consegnato a novembre 2018» ha sottolineato.

Il messaggio dell’Ambasicata Usa stato pubblicato sul sito ufficiale del presidio l’8 marzo «L’Ambasciata degli Stati Uniti è a conoscenza delle richieste di protesta che si terranno domenica 10 marzo 2019 a Meskel Square. Non è noto se la protesta sia stata o sarà approvata dalle autorità etiopiche. Proteste si sono già tenute in molte parti della regione di Oromia dal 6 marzo e potrebbero verificarsene ulteriori – si legge – Il personale dell’ambasciata statunitense è invitato a evitare Meskel Square e a limitare i movimenti intorno ad Addis Abeba per domenica 10 marzo. I viaggiatori appartenenti al Governo degli Stati Uniti sono stati avvisati di non arrivare o partire dall’aeroporto internazionale di Bole domenica 10 marzo, al personale dell’ambasciata statunitense è anche temporaneamente vietato il viaggio a Oromia». Il testo ers stato pubblicato anche su Twitter.

L’avviso parlava dunque di problemi legati a una manifestazione di protesta in programma il 10 marzo a Meskel Square, una delle piazze principali di Addis Abeba e parlava di eventuali problematiche in città, con la manifestazione che sarebbe potuta sfociare in scontri e pericoli per i civili. Pertanto non era legato a questioni legate al traffico aereo o a possibili minacce terroristiche. Il messaggio era stato aggiornato ieri, e l’alert era venuto meno: «​I viaggiatori del governo degli Stati Uniti possono arrivare o partire dall’aeroporto internazionale di Bole domenica 10 marzo. Questo aggiorna l’avviso di sicurezza inviato l’8 marzo 2019» anche questo messaggio era stato pubblicato su Twitter. Certo chi avesse letto solo il primo, e deciso di non viaggare sarà grato a vita al destino per non aver letto il secondo. Tra le vittime anche cittadini Usa, il cui numero è al momento incerto.

 

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