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Bisio dal palco di Sanremo difende Baglioni: “le persone serie studiano e no lo criticano”

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Sanremo al via. Claudio Bisio ha commentato sul palco dell’Ariston la questione dei migranti, in modo ironico e pungente.

Sanremo, Claudio Bisio difende Baglioni

Si aspettava il Festival di Sanremo più per seguire l’evoluzione della questione dei migranti che per ascoltare i cantanti di gara. La prima serata sembra volare come un treno in corsa. Per ora poche chiacchiere, poche parole, poche pause. 24 artisti in gara, del resto, e 24 canzoni da ascoltare entro mezzanotte. Siamo poco dopo le 22.50 e ne mancano ancora tantissimi. Nulla di rilevante. Renga, Nek, la Berté in minigonna e Ultimo al pianoforte, che pare essere il favorito per la vittoria di quest’anno. Ma per fare pronostici è un po’ presto. Unico intermezzo, fino ad ora, quello del lirico Bocelli padre che ha duettato con Baglioni, tirato a lucido per l’occasione, e poi con il figlio, Matteo, molto apprezzato sui social per il suo carisma travolgente.

Poi, la questione che tutti aspettavamo. Poco fa, uno scintillante Claudio Bisio ha centrato finalmente il punto: “Mi hanno stupito le polemiche su Baglioni. Si perché si è detto che Baglioni fa politica. Che novità ora ve ne accorgete?” Ci si aspettava un proseguimento serioso sulla questione, invece il co-conduttore ci ha scherzato sopra e ha fatto tornare alla mente due testi di Baglioni. “È sempre stato un sovversivo, un rivoluzionario. La frase che fa: ‘Passerotto non andare via’, era un chiaro riferimento agli immigrati che stanno qui. Eppure, l’ha detto 30 anni prima che arrivassero. L’aggravante è che ha fatto venire l’idea ai migranti di sbarcare, neanche sapevano che lui li aspettava, altrimenti perché era accoccolato ad ascoltare il mare?!”

Insomma, la risata è scappata a tutti e alla fine non è stata così male. Devo dire che la battuta ci stava, per smorzare i toni e riportare forse il Festival alla sua vera ragion d’essere. Bisio ha anche fatto sapere che “il passerotto nasce in Africa e migra in Europa senza difficoltà, se ne frega dei porti aperti o chiusi, non guarda in faccia a nessuno”, una lezione di ornitologia di cui avevamo bisogno.

E poi”, ha continuato Bisio, “la canzone che fa, ‘Tutti qui’. Tutti qui capite? Anni fa l’ha scritta! Lui secondo me è uno intelligente, sa che poteva chiamarla tartaruga, cagnolino, invece no, ha scelto il passerotto”.

Insomma, l’intermezzo ha avuto i giusti toni. Coinciso, pacato, giustamente ironico. Poi, Bisio ha messo fine alle polemiche: “Faccio un appello ai giornalisti d’inchiesta, di quelli veri: dovete studiare, se aveste letto avreste saputo da subito che Baglioni è ossessionato dai migranti. Non è una polemica sul governo di oggi, sono parole tratte dalle sue canzoni. Ora, per me ora è tutto in discesa. Si aspettavano chissà cosa avrei detto sui migranti, e invece spero di averla finita. Invito giornalisti, odiatori professionisti sui social li lasciamo, ma i giornalisti seri vi prego basta, smettiamola”.

In silenzio, invece, per ora, Baglioni. Ma qualcosa dirà. Questione di ore.