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Julen è morto con le braccia verso il cielo

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Julen Rosello è morto con le braccia verso il cielo: l’autopsia condotta all’Istituto di Medicina Legale di Malaga, secondo i primi risultati, ha stabilito che il piccolo è morto il giorno stesso della caduta. Il bambino è morto dopo aver battuto violentemente la testa.

I funerali di Julen Rosello sono stati celebrati al cimitero di El Palo. La sepoltura è avvenuta alle 13.30, preceduta da una cerimonia religiosa. Il piccolo riposerà accanto al fratello. Dopo l’autopsia, il piccolo corpo era stato trasferito nel cimitero di El Palo.

Il corpo presenta un «trauma cranio-encefalico importante», oltre a molteplici lesioni ha dichiarato il medico legale. Una volta conosciuta la dinamica dell’incidente, in ogni aspetto, si comprende appieno che tutto si è compiuto in poco tempo.
Il bimbo è precipitato «in caduta libera per 71 metri» e su di lui sono cadute pietre e altri detriti. Il corpo è stato ritrovato con le braccia in alto, ha riferito il delegato del governo in Andalusia Rodriguez Gomez de Celis
La trappola per il piccolo è stata un pozzo largo 25 centimetri e profondo oltre 100 metri in una zona rurale non lontana da Malaga, in Spagna.
Era il 13 gennaio scorso, una data che i genitori del piccolo ricoderanno per sempre. E non solo loro. C’è un’intera comunità che si è stretta ed ha sofferto insieme a loro, un’umanità che ha svelato aspetti neravigliosi del cuore umano..
«Siamo stati qui tutta la notte. E’ stato molto difficile. Ma siamo molto grati a tutti i nostri vicini di El Palo. Ci sono stati vicini per tutto questo tempo. E’ incredibile quante brave persone ci siano qui» . Queste parole, pronunciate da un cugino della madre di Julen durante le esequie del piccolo, spiegano con pochi tratti la straordinaria solidarietà che ha permesso a Victoria, la madre di Julen, e Josè, il padre.

Dopo tredici giorni la notizia più triste ha chiuso una vicenda che rimarrà indimenticabile. Una storia senza lieto fine. La speranza è stata l’ultima a morire, davvero. Ora restano le immagini di un bambino bellissimo che era certo la consolazione dei due genitori dopo la perdita del primogenito. E resta l’idea del piccolo, coperto da una montagna enorme con quelle piccole braccia protese verso il cielo.

«Non c’erano mai state così tante persone qui», ha riferito una persona presente, davanti agli omaggi delle persone: corone di fiori e palloncini con il nome di Julen che continuavanono ad arrivare. Da amici e da perfetti sconosciuti.
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