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Pisa, scuola devastata dagli studenti

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Ogni tanto mettono la testa fuori dal sacco, vedono quello che c’è intorno, e si accorgono che non è poi così sbagliato. Ma sono in pochi. Alle parole di Matteo Salvini sull’opportunità di un ritorno al passato a scuola, iniziando per prima cosa dal grembiule come emblema di uguaglianza ed ordine il Partito Democratico ha taciuto. Perchè loro sono fatti così: per prima cosa dividere, trovare le differenze e scavare fossati abbissali tra loro e gli avversari politici, così che siano “nemici”. Il secondo comandamento, a Sinistra, è indignarsi. Per tutto, tranne che per sè stessi. Il terzo è tacere, se il “nemico” dice qualcosa di condivsibile. E così è stato anche per le parole del Minstro Matteo Salvini sulla scuola.

Una voce nel deserto è stato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, del PD, si è espresso sulla questione del ritorno all’uso del grembiule delle scuole. Il primo cittadino ha, con un tweet, espresso la sua linea di pensiero sulla questione. Diversamente da quanto ci si aspetta, il pensiero non è dissimile da quello di Salvini. “Non mi capita spesso di essere d’accordo con Salvini”, ha scritto Gori, “Per questo penso che sarebbe giusto reintrodurre il grembiule nella scuola dell’obbligo”.

Una questione di uguaglianza, quindi. E, a proposito di abiti, divise e affini lo stesso Salvini ha attirato su voci di dissenso da parte di PD, sindacati e nemici vari, che hanno parlato di “oltraggio”, riferendosi alle divise da lui indossate più volte. Pochi giorni dopo quelle polemiche certo avrebbe stonato mostrarsi favorevoli alla “divisa” scolastica.

 

La scuola come luogo di disciplina, apprendimento e di crescita: non sembrano averlo capito  alcuni studenti di una scuola di Pisa. 20.000 euro: a tanto ammontano i danni di un’occupazione studentesca nell’Istituto alberghiero Giacomo Matteotti, che si è trasformata in una vera e propria devastazione.Ieri, 21 Gennaio, l’interno della scuola si è trasformato in un campo di battaglia. Alcuni studenti hanno proclamato l’occupazione, bloccando le entrate e le uscite. La situazione, dapprima sotto controllo, è poi degenerata, e i ragazzi sono arrivati a sfasciare tutto quello che c’era intorno. Mentre i ragazzi distruggevano quello che dovrebbe essere un luogo educativo, la scena è stata condivisa sui social,  riprendendo anche un ragazzino che fa pipì in un angolo. In altri video, diffusi dall’emittente Rtv 38, si vedono i ragazzi correre nella scuola.

Un giornalista, riuscito a entrare, ha documentato i comportamenti dei giovani. E, alla domanda sul motivo di questi gesti, uno studente ha risposto: “Vogliamo migliorare la scuola, ma nessuno ci ascolta. Che dobbiamo fare?”. Magari, un’idea: non distruggetela. Magari, siate civili e imparate l’arte della parola. Lo sfascio lasciatelo alle strade.

Chiara Feleppa

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