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Dopo 20 anni, scopre che i figli non sono i suoi

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Sembra la trama di un film a metà tra una storia d’amore e un giallo. Invece, la storia arriva da Londra ed è tutta vera.

Lui, Richard Mason, 55 anni, uomo d’affari milionario. Lei, bugiarda di professione, che ha taciuto per ben vent’anni una relazione segreta avuta con un uomo negli anni 90. La coppia ufficiale aveva tre figli sulla cui paternità non c’era, fino a poco fa, alcun dubbio. Poi, a spezzare l’unione, il divorzio nel 2008. Ma comunque i rapporti tra i due erano rimasti buoni e non erano saltate fuori scabrosità.

I figli non sono suoi,ma dell'amante dell'ex moglie
Richard Mason con la moglie e i tre presunti figli

 

Fino a quando, due anni fa, a Richard viene diagnosticata la fibrosi cistica, condizione che comporta la sterilità fin dalla nascita. Di conseguenza, quei figli, cresciuti per anni – 23 anni il primo e 19 i due gemelli – non potevano essere i suoi figli naturali.

E infatti, chieste spiegazioni, la donna ha confessato di aver avuto una relazione con un altro uomo, che, a fare due calcoli, deve essere andata avanti a lungo e almeno per 27 mesi se si considerano soltanto i 9 mesi di gestazione.

«In un istante ho scoperto di non avere in realtà figli», ha raccontato l’uomo al Mail on Sunday. «È come un lutto, ma in qualche modo è anche peggio, perché va al cuore di chi pensi di essere. Quando qualcuno ti chiede del tuo retroterra gli dici che sei il padre di tre ragazzi: è il modo in cui definisci te stesso. Cominci a mettere in questione tutto ciò che pensavi di sapere quando un simile, fondamentale pilastro della tua vita viene improvvisamente rimosso. Non sapevo più chi ero. Non sai cosa è reale e cosa no: è come se vivessi nel film Matrix».

La conseguenza più grave dello scontro con la donna è che i rapporti fra Richard e i suoi «ex figli» si sono deteriorati per sempre. Solo uno dei due gemelli è rimasto in contatto con lui, mentre con gli altri due non parla più. L’uomo si è ritrovato a non essere più nessuno per i tre. «Seguo su Facebook cosa fanno e mi si spezza il cuore perché ho visto che il più grande si è laureato, ma non sono stato invitato. Non sono loro padre: non sono neppure un amico di famiglia. Sono solo un tizio che era lì mentre crescevano. Il futuro è deprimente: aspettavo le gioie di lauree, matrimoni, nipoti, le speranze e le paure nell’aiutarli e guidarli lungo il cammino. Tutto ciò mi è stato rubato nel modo più brutale possibile».

Richard, inaspettatamente, vorrebbe che l’amante della donna si facesse avanti per il bene dei tre, per questo, dice, ha raccontato tutto alla stampa. Invece, i ragazzi non hanno proprio intenzione di conoscere il loro padre biologico che, a quanto pare, non avrebbe saputo niente dell’esistenza dei tre, tanto che, ancora oggi, ignora di avere tre figli con il suo stesso DNA sparsi per il mondo. Oppure, l’ha scoperto dai giornali. Infatti, Richard ha trascinato la ex moglie in tribunale, facendole causa per frode e chiedendole la restituzione dei 4 milioni che le aveva elargito a seguito del divorzio. Ma lei ha patteggiato di pagare 250 mila sterline, circa 300 mila euro, ottenendo in cambio di mantenere segreta l’identità del suo amante, a riprova del fatto che neanche lui ne è a conoscenza. Forse perché sposato. Forse perché ha altri figli. Del resto ogni simile incontra il suo simile.

Questione di geni? Cosa fa di un padre il padre?

La questione, definita dalla stampa britannica “un tradimento biblico”, apre diversi interrogativi. Ci si chiede, innanzitutto, cosa faccia di un padre un padre. Se crescere i figli, o farli. Se sia una questione affettiva oppure di spermatozoi. Se veder crescere un figlio, stargli vicino, sentirlo parlare, accompagnarlo a scuola, giocarci insieme, provare ad insegnargli qualcosa equivalga ad essere padre anche se non lo si è naturalmente. Oppure, se tutto questo non conta perché la natura ha dei limiti e questo vuol dire che, se un bambino non è stato procreato dal genitore con cui cresce, ma da un altro, non può sentirsi ugualmente figlio suo. C’è chi sostiene che in realtà non ci sia alcuna differenza, ma, di fatto, il padre biologico detiene per legge diritti che il padre “adottivo” non ha. E come farà, Richard, a riprendersi i figli? Come faranno i figli, a loro volta, a guardarlo negli occhi e a non pensare, neanche per un secondo, che quello non è il padre che li ha procreati? Cosa lega naturalmente i tre e l’uomo? Nulla. Non c’è unione, non c’è genetica, non c’è lo stesso sangue. Allo stesso modo, niente lega i tre e il loro padre naturale se non spermatozoi finiti casualmente nella loro madre. In più, il fatto fa storcere il naso perché si parla di un genitore diventato “adottivo” dopo aver scoperto, per puro caso, un inganno portato avanti per anni. E come si fa a non immedesimarsi con lui, a provare compassione per Richard. E’ vero, i figli ci identificano. Sono come un segno di riconoscimento, una carta di identità. Aiutano a definirci. Se tutto l’impianto che abbiamo costruito per anni, se quello che credevamo di avere intorno, riconoscendolo come appartenente a nostro, d’improvviso crolla, ci sentiamo spaesati, confusi, come se non si sapessimo più chi siamo. E lei… lei che si sposa, ha un amante, poi un figlio, ancora rapporti, nasce il figlio, cresce il figlio, e ancora l’amante, e un altro figlio, e ancora l’amante, e un altro figlio… durante tutto questo, non ha avuto neanche l’idea della menzogna che costruiva intorno? E, il primo pensiero quando viene scoperta, è ancora mentire. Magari, visto che parliamo di una bugiarda specializzata, a quanto ne sappiamo, i figli potrebbero essere anche di tre uomini diversi. Il problema resta comunque la menzogna. Allora la questione è risolta. Non c’è dubbio. Il problema è lei. Il marcio dentro che, alcuni, non riescono proprio a togliersi.

 

Chiara Feleppa