Home Politica Matteo Renzi: «Potrei tornare a Palazzo Chigi, da premier»

Matteo Renzi: «Potrei tornare a Palazzo Chigi, da premier»

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«Se perdo al referendum non mi vedrete più», diceva Matteo Renzi, ex premier, nel lontano 2016, quando erano ancora da decidere le sorti del referendum costituzionale del 4 Dicembre.  A seguito del netto trionfo del «No», con il 60% dei voti, il 7 Dicembre l’ex Presidente del Consiglio ha ceduto lo scettro a Sergio Mattarella, ha visto Paolo Gentiloni prendere il suo posto. «L’esperienza del mio governo finisce qui. Volevo cancellare le troppe poltrone della politica: il Senato, le Province, il Cnel. Non ce l’ho fatta e allora la poltrona che salta è la mia», disse Renzi nel discorso di addio. Si è dimesso, non senza fatica, dalla Segreteria del PD e sembrava dovere abbandonare definitivamente i giochi dopo la sconfitta elettorale del 2018. Poteva essere un’uscita di scena degna di film, con il mantenimento della parola data, dando prova di fierezza, almeno. Poteva fare il Cincinnato. Starsene via dalla politica per un tempo significativo e tentare il ritorno, facendo finta di farsi pregare.

E invece non è stato assente neanche un minuto.  E, stando alle sue ultime dichiarazioni sul tema, l’ex presidente del Consiglio non ha affatto rinunciato alla sue ambizioni più alte.Lo dice, incidentalmente, certo, una frase nascosta tre le altre, m rivelatrice dome mai prima. Riferendosi proprio alla sconfitta, ha detto: «La sensazione che ho provato andando a letto quella sera era per l’occasione persa dall’Italia. In fondo, alla fine, al governo ci posso anche tornare. Io sono molto fiero, felice e contento delle cose che ho fatto, anche degli errori e dei limiti».

Matteo Renzi torna a Palazzo Chigi

La colpa fu degli altri, non sua. L’ex premier sì è tolto dal banco degli imputati molto in fretta. Anzi, non ci è mai salito.Si è detto orgoglioso della sua esperienza da premier durata più di mille giorni. «Penso di aver sbagliato a sottovalutare la vergognosa mole di fake news, fango e bugie che ci hanno buttato addosso. Era qualcosa da combattere in modo professionale», ha detto. Come abbia vissuto il crollo di consensi del partito non è dato sapere.Tra i suoi obiettivi ora non ci sarebbe la fondazione di un nuovo soggetto politico, ma un ritorno al potere con il “suo” PD. Quanto il PD sia ancora “suo” è tutto da dimostrare. Ma vorrà dire qualcosa se ha rinunciato a correre per la Segreteria.

Intanto Renzi ha perso l’altissima concezione che ha di sé: «Ho fatto il presidente del Consiglio e il segretario del partito politico che ha avuto il miglior risultato degli ultimi 60 anni. Ho certamente avuto un ruolo e forse lo riavrò, vedremo. Quando hai un ruolo tutti ti stanno intorno e ti considerano speciale, mentre tu sai di esser sempre il solito. Lo sai quando hai il 40 per cento e anche quando perdi il referendum. A me non è cambiato nulla dal punto di vista personale, per una sorta di scorza molto dura che ho: mi puoi dire una cosa falsa e non mi ferisci, mi puoi fare un complimento che so non esser vero e non mi esalto. E conosco le regole del gioco. Avvicinarsi a uno che ha appena perso richiede coraggio».

In attesa di tempi migliori se la prende con Lega e Movimento 5 Stelle, intanto. Fa opposizione “pura e dura” intanto, sognando il giorno in cui le sue parole torneranno ad avere un peso politico reale: «Non mollo di un centimetro, non lascio il futuro a quelli che contestano i vaccini e fanno i condoni, a quelli che dicono che la cultura non è importante, a quelli che fanno i sottosegretari alla cultura e si vantano di non aver letto un libro».  Mirino Lega e M5S, che, ricordiamolo, proprio sulla prima questione avevano detto: «vaccini sì, obbligo no». «Gli italiani hanno scelto di andare con questi», ha aggiunto Renzi che prova ad essere diplomatico nei confronti della compagine di Governo «io spero che vadano bene. Perché sono italiano e spero che i risultati li portino a casa. Lo spero per l’Italia» ma non ci riesce per più di dieci secondi. Parla di Matteo SalviniNello stesso giorno in cui io parlavo della Madonna del Cardellino – il riferimento è al documentario su Firenze dove l’ex Sindaco racconta le bellezze della città –  lui è andato ad abbracciare un ultrà con precedenti per droga e per aver sfasciato un occhio a un tifoso dell’Inter davanti a dei bambini piccoli. Ognuno faccia quello che crede: lui si tenga l’ultrà, io mi tengo la Madonna del Cardellino». Dedica un pensiero anche ad Alessandro Di Battista, uno che la poltrona in parlamento l’ha lasciata davvero: «Si deve far vedere da uno bravo. Ma molto bravo… Io penso che loro siano dei cialtroni». Molta rabbia e voglia di riscatto, ma numeri degli elettori parlano chiaro: il 32% ha votato M5S,  6 milioni di italiani hanno votato Lega. Dopo la sconfitta epocale del 4 marzo il PD è in continua flessione. Renzi, sicuro di voler tornare?

Chiara Feleppa