Home Estera Natale, il Vescovo di Firenze parla male di Salvini, senza nominarlo

Natale, il Vescovo di Firenze parla male di Salvini, senza nominarlo

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Un altro capitolo di una polemica che da questa estate, con la decisione di chiudere i porti alle Ong, è in primo piano: quella tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e buona parte della Chiesa Cattolica.

A Natale siamo tutti più buoni, ma Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, non è andato per il sottile durante la Messa natalizia del 24 mattina, come riportato dall’Agensir. Bersaglio dell’omelia è stato il vice premier leghista Matteo Salvini, ormai abituato a invettive di questa natura, anche da parte della Gerarchia Ecclesiastica. Betori ha tuonato parole pesanti contro le decisioni del nuovo governo, scagliandosi contro la chiusura dei porti: «Dobbiamo chiederci perché in un popolo da sempre aperto all’incontro e all’accoglienza sta prevalendo l’istinto a chiudersi nel proprio guscio, a negare ospitalità a chi viene da paesi in guerra, impoveriti dalle rapine dei potenti, stremati dalla fame».

Al contrario Giuseppe e Maria hanno ricevuto ospitalità la notte della Santa nascita, ha sostenuto Bertori. Ma, prosegue l’arcivescovo, «c’è una radice profonda all’origine di questa chiusura ed è la cultura individualista che ha pervaso l’Occidente, quella cultura che tradisce la natura della famiglia confondendola con altro che non lo è». Di fatto Matteo Salvini non è mai stato nominato, ma il riferimento alla chiusura dei porti e al blocco delle frontiere è molto chiaro, inequivocabile: «che cosa ci sta accadendo dal momento che, di fronte alle oggettive difficoltà di inserire nella nostra società persone provenienti da mondi e culture diversi, in questi anni non si è ancora riusciti a trovare forme efficaci di risposta che non siano le chiusure dei porti e l’abbandono di fatto all’illegalità, che dà origine, questa sì, a insicurezza e paura?». Anche Papa Francesco, da Roma, alla Santa Messa, ha invitato all’accoglienza: «Siamo tutti fratelli e, senza fraternità, i nostri sforzi per un mondo più giusto hanno il fiato corto». Chissà un po’… cosa ne pensa Trump.

Chiara Feleppa

Fonte: Agensir

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