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“Hanno parlato le due verginelle, con il culo al posto della faccia” Di Battista difende Di Maio

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Guerra tra genitori: papà Renzi e Boschi da una parte e quello del vicepremier Luigi Di Maio: l’alterco vede ora l’intervento di Alessando Di Battista, leader storico del Movimento Cinque Stelle. Da mesi lontano dalla politica, certo, ma non così tanto da ignorare cosa sta accadendo: “hanno la faccia come il culo” dice, riferendosi ai due ex del PD, l’ex padre padrone del PD e la delfina, Ministro delle Riforme, responsabile di quel fallimento totale che è stata il tentativo di quasi abolizione del Senato. Un’architettura istituzionale folle, pasticciata, difficile da difendere e ancora di più da spiegare. Impossibile da votare. Una follia intessuta con la presunzione da prima della classe e un pari insipienza politica. E Renzi che l’ha sostenuta a spada tratta, quasi accecato d’amore, politico o non politico che fosse, condannandosi ad un declino, certo inevitabile ma imprevedibilmente repentino. Ora il filo che unì questa coppia politicamente fallimentare torna a rinsaldarsi nella polemica contro il padre del vicepremier Luigi Di Maio. Piccineria politica confermata, ancora una volta. E inversamente proporzionale all’amicizia che unisce i due ragazzi toscani. Dall’altra parte c’è l’amicizia che lega Di Maio e Di Battista, non meno salda di quella che lega Matteo e la bella Elena, ma con un futuro politico che sembra meno incerto. A Matteo ed Elena rimane solo il rancore per chi li ha spodestati. Scampoli di una strategia liceale. Bei tempi, quelli del liceo, dove ci si poteva baciare nel cortile, quando non ti vedeva nessuno. Furtivamente, neanche si fosse dietro una porta chiusa di Palazzo Chigi. Riflessione su propri errori da parte di Matteo ed Elena? Se c’è stata non si vede. L’importante è aspettare Di Maio al varco, o chi per lui.

A mandarli al diavolo ci pensa Alessando Di Battista: “Mi ero ripromesso di non utilizzare il turpiloquio, visto che le verginelle nostrane si scandalizzano per una parolccia e non per i quattrini dati dai politici alla Mafia…ma non si può tacere dinanzi alle cose che questi due ex politici importanti hanno detto riguardo alla questione riguardante il papà di Luigi

Inizia con queste parole il messaggio video dedicato a Matteo e Maria. Il motivo del suo intervento la polemica al calor bianco tra i due esponenti del PD ed il viceministro Di Maio per la vicenda del lavoro in nero che coinvolge il padre del leader pentastellato.

Renzi e la Boschi hanno la faccia come il culo per quello che sono riusciti a dire ieri. Uno che faceva la scena… adesso chiedi scusa… Ma io mi domando: chiedi scusa de che … E l’altra, la signorina Boschi che sembrava una delle due gemelline di Shaning. Ma il punto è: chi se ne frega dei genitori. E’ quello che hanno fatto i figli che deve interessare…”

Uno stile tutt’altro che politicamente corretto quello di Di Battista: spiccio, scurrile, “romano”, ma tremendamente efficace nel rompere le trappole del linguaggio impostato, istituzionale ma maledettamente debole di Matteo ed Elena. Che se non fossero politicamente inetti potrebbero anche farsi venire un sospetto: la caduta di Di Maio non coinciderebbe con un loro ritorno in auge sulla scena politica, ma con il ritorno di Di Battista. Molto semplice, appunto. E’ per questo che non capiscono. E continuano a scavarsi la fossa.