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Michela Murgia: “L’Inghilterra con l’uscita dalla Ue sta perdendo migliaia di posti di lavoro”

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La scrittrice sarda Michela Murgia recentemente ha fatto parlare di sè  per un provocatorio pamphlet edito da Einaudi e intitolato ‘Istruzioni per diventare fascisti’.  Un libro di 112 pagine che si conclude una raccolta di sessantacinque frasi, luoghi comuni e slogan che valgono il test ribattezzato ‘Fascistometro’. Un modo per individuare il fascista che è in noi. Uno scherzo, viene da pensare,  ma quando è intervistata da Giovanni Floris nel salotto di DiMartedì, la Murgia fa capire di prendersi maledettamente sul serio: “In Italia non c’è il rischio di una deriva fascista, piuttosto la deriva stessa è in atto. Tutto è iniziato quando il linguaggio ha cominciato a cambiare e il nostro modo di stare assieme ha assunto una forma che la nostra democrazia e la nostra Costituzione negano come possibile in questo Paese”. La Murgia ha spiegato cosa intende per “fascista”: “Se dovessi aprire dal discorso ideologico, sarebbe tutto già chiaro. Il fascismo ideologico è quello è storico. Ma pochi lo dicono. Pochi dicono ‘io mi riconoscono nelle legge razziali’ o in una certa idea di nazionalismo. Se invece il fascismo viene trattato come un metodo, come un modo di stare quotidianamente nella vita politica e nella vita sociale, si comprende che quel metodo può appartenere a un sacco di persone”. Tutti quelli che non sono ossequiosi verso i tote e le stelle polari della Sinistra, forse. Il vecchio tic ora si chiama fascistometro.

In attesa di leader la Murgia si candida neanche troppo sommessamente ad un ruolo nella costellazione di Sinistra, tra un Saviano e un Vauro. Sarà per questo che dovremo abituarci a vederla e rivederla con una certa frequenza, contrapposta a leader sovranisti e di destra – quindi “fascisti” secondo la sua semplificazione bambinesca – come astro nascente in attesa di una collocazione definitiva. E’ per questo che durante la trasmissione di Floris la Murgia si ritrova contrapposta a Nigel Farage, leader dell’UKIP, il partito per l’Indipendenza del Regno Unito. In collegamento da Londra, Farage ha espresso tutta la sua rabbia contro la politica portata avanti dall‘Unione Europea, definendola una “forma di bullismo” e sostenendo che a Bruxelles ci siano dei “gangster” che “minacciano politici regolarmente eletti”.

Farage in difesa dei 5 stelle: "In Europa non c'è democrazia"

Farage si è soffermato in particolar modo sulla situazione italiana, sottolineando l’eccezione della condotta europea nei confronti dei pentastellati: “Parliamoci chiaro, sono i 5Stelle ad aver vinto le ultime elezioni in Italia, sono assolutamente legittimi, sono un partito politico di maggioranza e che si parli in questo modo del loro leader è assolutamente una disgrazia”.

Farage risponde agli attacchi di Sallusti e Murgia: “L’Europa è una dittatura. Stiamo meglio fuori”

Alessandro Sallusti, direttore del Giornale ha chiesto a Farage il motivo di tanto interesse, dal momento che lo stesso leader ha lottato ed è riuscito a portare il Regno Unito fuori dall’Europa con il voto Brexit: “Che noi facciamo parte di un’unione politica o no, e sono molto contento che la lasceremo, non significa che non ci interessi l’Europa: certo che ci interessa. Le nostre storie sono legate in tutti i modi, quindi ovviamente ci interessa. C’è una grande storia nel mio paese, che ha portato avanti lo stato di democrazia in Europa, noi abbiamo lottato in passato contro dittatori europei. E francamente questa commissione europea sta cominciando a sembrarne una nuova di dittatura”. Michela Murgia che ha fatto notare che uscire dall’Europa non sia stata una mossa positiva per il Regno Unito tirando in ballo, in maniera molto vaga, una presunta crisi occupazionale. L’informazione è palesemente errata e Farage ha gioco facile a smentire la scrittrice: “La disoccupazione nel Regno Unito non è mai stata così bassa dal ’74. Abbiamo avuto la manovra del Regno Unito ieri e devo dire che sono sorpreso: il nostro deficit si è ridotto molto bruscamente da quando abbiamo votato per la Brexit. Allora le dirò una cosa: noi stiamo andando benissimo, ma queste argomentazioni sono molto più grandi dell’economia, del fatto che noi stiamo un po’ meglio o un po’ peggio adesso. Queste sono argomentazioni fondamentali che riguardano la democrazia”.

La Murgia incassa e non replica. Forse consapevole dell’incredibile superficialità con cui si è preparata al confronto, forse perchè in cuor suo si stava rammaricando per non aver inserito tra gli indicatori del fascismo anche l’indossare giacca e cravatta blu, come quel Farange che aveva l’impertinenza di smentirla. Fascista!

Alessandra Curcio