Home Persone Sara Anzanello, campionessa di pallavolo muore a soli 38 anni

Sara Anzanello, campionessa di pallavolo muore a soli 38 anni

CONDIVIDI

Sara Anzanello, 38 anni, pallavolista di Ponte di Piave, in provincia di Treviso, è morta. La sua storia recente era stata raccontata da lei con parole meravigliose e semplici, in un post su FB dove parlava della sua malattia

Perché condividere: per essere di supporto a chi come me deve superare delle difficoltà, per far capire che la vita è bella, perché in questo momento ho bisogno di energie positive.
Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico. Ed ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere.

Non si sa mai quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti. Cos’è la cosa che vorresti più di ogni altra, il tuo sogno nel cassetto, il tuo desiderio più grande?
Il mio sogno è vivere.

Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene.
Vivere, senza grandi pretese, ma vivere.

Molti conoscono la mia storia, dopo il difficile trapianto di fegato nel 2013 ho lottato per riprendere in mano la mia vita; quest’anno, l’aggravarsi della mia situazione mi ha riportato qui al Niguarda per entrare nuovamente in lista. Nello stesso periodo mi è stato diagnostico un Tum…re al sistema linfatico, manco riesco a dirlo, ed ora inizierò le chemio.
A voi spiegata la mia costante presenza alla SPA Niguarda dove sono seguita da un’equipe di alto livello di cui mi fido e che sta facendo di tutto per far avverare i miei desideri.

Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c’è più… Tante altre persone stanno combattendo la mia battaglia, in tante l’hanno già vinta, altre no. Ho paura, non sarà l’emozione migliore da avere, però non avere certezze fa paura. Non voglio entrare nei dettagli medici ma, se volete mandarmi un piccolo pensiero, una preghiera per i credenti, un po’ di energia positiva che aiuti il mio corpo a fare piazza pulita di ciò che non va bene.
Io sono qui per lottare, mai mollare, crederci sempre come ho fatto in tutta la mia vita.
Arrivederci a tutti.
Sara.

 

Sara Anzanello Era nata il 30 luglio del 1980 e iniziato la sua carriera nelle giovanili del Volley Salgareda. Nella stagione 1995-96 fece il suo esordio nel mondo del volley professionistico in serie A2 con il Volley Latisana. E’ stata un’atleta di prima grandezza. Nel 1998 vinse la medaglia d’oro al campionato europeo con la Nazionale italiana Under 19 e nello stesso anno fece il suo esordio nella Nazionale maggiore dove ebbe 278 presenze  vincendo l’Oro ai Mondiali nel 2002. Vinse 3 Coppe del Mondo nel 2007 e nel 2011, 2 Argenti al World Grand Prix per due anni consecutivi, nel 2004 e 2005 e un Argento agli Europei nel 2005 e infine 2 Bronzi al World Grand Prix nel 2006 e nel 2008. Si aggiudicò il premio personale “Miglior Muro” al World Grand Prix nel 2006.

Nella stagione 2011-12 si trasferì all’estero: viene ingaggiata dall’Azərreyl Voleybol Klubu, in Azerbaijan, dove giocò fino al 14 marzo 2013: qui inizia il calvario di Sara: viene ricoverata a Milano per un trapianto di fegato urgente causato da un’epatite fulminante. E’ il primo improvviso stop all’attività agonistica a cui fa seguito una lunga battaglia dopo  trapianto di fegato. Ci fu una lunga e faticosa riabilitazione, faticosissima, ma anche la la rinascita. Sara riuscì a tornare al suo amore, la pallavolo, dapprima come team manager del Club Italia nel 2015 dopo come giocatrice: scese in campo con la formazione di B1 dell’Igor Volley Novara. «Sono la persona più felice della terra» aveva raccontato Sara  al momento dell’annuncio del ritorno all’agonismo.

«Questi ultimi 30 mesi per me non sono stati semplici – aveva detto – sono partita dalle piccole conquiste quotidiane come mangiare e camminare. Ora riesco anche a fare pesi e provo a giocare». Dopo l’operazione Sara era diventata testimonial di numerose campagne a favore della donazione degli organi e si impegnò socialmente in progetti per la formazione dei giovani sportivi

 

"Dio non è cattivo…"

Pubblicato da Leggilo.Org su Mercoledì 24 ottobre 2018