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Judith, un’altra vittima dell’Italia razzista: “Il mio ragazzo mi ha detto qui funziona così”

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Un altro caso di razzismo, nell’Italia di Salvini e Di Maio. Così sembra. La nuova vittima risponde al nome di Judith Romanello,  giovane veneziana di Spinea, originaria dei Caraibi. La ragazza racconta che voleva trovare lavoro come cameriera e decide di rispondere ad un annuncio comparso su una bacheca on line pubblicato dal proprietario di un ristorante a Venezia. Chiama, si mette d’accordo con lui e va all’appuntamento, giovedì. Ma una volta giunta a destinazione la giovane si sarebbe vista rifiutare il posto per il colore della pelle. Tornata a casa la ragazza ha deciso di rendere pubblico sul suo profilo facebook un video dove racconta la sua storia. «Salve a tutti – spiega – non voglio assolutamente parlare di politica però raccontare cosa mi è successo due giorni fa a Venezia». Il racconto prosegue con Judith che spiega i particolari dell’incontro: «Quando arrivo mi guarda e fa: “Ah no, scusami non è cattiveria però io non voglio persone di colore nel mio ristorante, perché sai potrebbe fare schifo ai miei clienti, a qualcuno potrebbe dare fastidio che tocchi i loro piatti…” e quindi mi ha salutato e me ne sono andata».
 Judith racconta di aver chiamato il suo ragazzo «Lui mi ha detto, guarda purtroppo in Italia funziona così lascia stare – continua -, Ma io non lascio stare. Non può andare così, anch’io sono italiana, che piaccia oppure no. Non mi interessa che ci siano dei deficienti che mi dicono “no tu non sei italiana perché sei nera”. Sono solo cazzate perché io per la legge italiana e per la Costituzione, sono italiana. Sono partita dai Caraibi con i miei genitori e sono arrivata qui molto tempo fa». Quindi Judith dice di non voler far politica. Non dice che l’Italia è razzista – ci penserà l’eurodeputata del PD Cecile Kyenge fra un quarto d’ora – ma riferisce le parole del suo ragazzo il cui senso è questo.
 
 «C’è ancora gente che si sofferma sul problema delle migrazioni – continua la ragazza – tra i migranti che c’è gente che fa cazzate, capisco. Anch’io a volte mi vergogno di essere nera per le cose che succedono, ve lo garantisco. Ma non si deve fare di tutta l’erba un fascio. Oggi è il proprietario di quel locale che deve vergognarsi». Per la ragazza non è stato difficile ricevere solidarietà e l’attenzione dei media.
 
 «Veramente non so dove andremo a finire – continua la ragazza che non vuole fare politica – Stiamo tornando indietro di 100 anni. E quello che è accaduto a me, è successo anche ad altre persone in altri ambiti, dove sono state discriminate per il colore della pelle. E spero che questo video possa far riflettere tutti noi». Sì, certo, e infatti riflettiamo. Dispiace che in questo racconto non esca fuori il nome dello stupido che l’avrebbe offesa né il ristorante dove la ragazza sarebbe andata a lavorare, se lei non avesse suscitato quella terribile reazione. Anche per sapere cosa direbbe lo stupido in sua discolpa. E’ come se non esistesse, e non va bene. Certa gente viene voglia di guardarla in faccia. Per ora non resta che guardare il profilo FB di Judith con decine di selfie praticamente identici, un post dove lei lascia intendere che gli elettori di Salvini sono degli idioti e poco altro. Troppo poco. Ma che importa? I debunker, i cacciatori di fakes mai metterebbero in dubbio una sillaba. E anche i giornali mainsteam: tutti lì a stracciarsi le vesti per l’ennesimo atto di razzismo. Forse lo è, anzi lo è sicuramente. Ci trattano da stupidi, infatti, sicuri che non diremo niente. E hanno ragione. Perchè quando si tira in ballo il razzismo è politicamente scorretto dubitare e verificare i fatti, vero?