Home Politica Laura Boldrini: “40.000 migranti dalla Germania? Gli aeroporti restino aperti”

Laura Boldrini: “40.000 migranti dalla Germania? Gli aeroporti restino aperti”

CONDIVIDI
Un tweet con un errore di ortografia – aereoporti invece di aeroporti: un errore veniale e comune, ed è la parte migliore del suo pensiero. Con poche frasi Laura Boldrini non perde il passo e segue il Ministro Salvini, qualsiasi cosa faccia. Diverte quasi che la ex Presidente della Camera non abbia esitato a descriverlo come “ossessionato” dai migranti mentre lei si mostra non meno ossessionata dal Ministro. E dai migranti, per motivi diametralmente opposti. Dopo la solidarietà a Mimmo Lucano – e il sottinteso discredito verso la Magistratura, sebbene abbia tentato a parole di sembrare rispettosa verso i magistrati – la ex Presidente  della Camera torna presto alla sua passione, il Ministro.
La deputata di Liberi e Uguali  prende posizione subito dopo aver letto le parole di Salvini in risposta alla notizia – falsa o imprecisa, fate voi – diffusa da Repubblica circa l’imminente respingimento in Italia di migranti che hanno illegalmente varcato il confine con la Germania. Il Ministro ha escluso la possibilità che possa accadere, in assenza di un accordo fra i due Paesi.  “Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati sappia che non c’è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile. Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti” è stato il suo commento.
Prima chiude i porti, poi adesso gli aereoporti” ha cinguettato la ex Presidente della Camera. “E poi, che farà, ci chiuderà tutti dentro casa isolandoci dal mondo? L’unica cosa che Salvini farebbe bene a chiudere” conclude Laura Boldrini “sono i suoi profili social, piazze di spaccio d’odio e disumanità“. Parla di odio ma, forse senza rendersene conto, lo legittima. Odio contro il Ministro, sempre e comunque come un Saviano qualsiasi. Questa volta una polemica di puro e semplice antagonismo, la sua, senza neanche la scusa dell’apparente “catastrofe umanitaria” che poteva far apparire come grave e credibile la messinscena mediatica della nave Diciotti. Un tweet infantile, come di consueto, che sfrutta i social ma auspica la chiusura delle pagine social di un avversario politico. A ruoli invertiti Salvini sarebbe stato bollato come “fascista” con tutta la grancassa mainstream a fare eco e dare manforte alla ex. Lei invece, che risponde al pugno chiuso di Mimmo Lucano, può. Non rischia di essere chiamata “fascista“. Dovremmo cercare delle perifrasi. O semplicemente descriverla per come è. Chi ha occhi e orecchie comprenderà.