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Manovra economica, Mario Draghi incontra Mattarella

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La nuova manovra economica voluta dal Governo Lega-5 Stelle è destinata a produrre tensioni crescenti, almeno fino alla sua approvazione definitiva. Se il Premier Conte e i principali promotori sono soddisfatti dichiarando di aver portato a casa “la manovra del popolo” per “abbattere la povertà” l’Europa e le opposizioni fanno muro.

Il rapporto deficit/Pil al 2,4% è stato visto dalla UE come un grandissimo errore, soprattutto dal Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker

Ad essere molto preoccupato è anche il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi che è andato a colloquio da Mattarella per parlare della situazione. Draghi – dopo aver avuto diversi colloqui telefonici con il Capo dello Stato, ha preferito vederlo di persona dopo l’innalzamento dello spread, come riporta La Stampa: “Ha voluto rappresentare di persona i rischi cui andrebbe incontro l’Italia, nel caso in cui i mercati iniziassero ad accanirsi contro i titoli pubblici”  Secondo Draghi, c’è “una forte sottovalutazione del contesto in cui si sta scrivendo la Manovra”. E sempre secondo il numero 1 della BCE: “La scommessa dell’ala più radicale della maggioranza sbaglia bersaglio. Più che l’atteggiamento delle istituzioni Ue, l’Italia deve temere il declassamento da parte delle agenzie di rating che potrebbe provocare danni incalcolabili, moltiplicando la sfiducia sui mercati”.

Oltre a questo, Draghi ha ricordato che il Quantitative easing – lo strumento con cui la Banca centrale europea può acquistare titoli di stato – sarà presto dismesso e l’Italia non avrà più aiuti. “In caso di difficoltà avrebbe come unico salvagente il ricorso al cosiddetto Omt, lo strumento di sostegno finanziario che costringerebbe Roma ad un programma concordato con la Commissione europea e il Fondo salva-Stati”.

Forse per paura di finire veramente come la Grecia, le stime del Governo si sono ridimensionate: non più 2,4% per tre anni, ma un graduale abbassamento fino all’1,8% del 2021. E’ stato proprio il ministro dell’Economia Giovanni Tria a scrivere una  lettera all’Europa per spiegare la politica di governo, orientata soprattutto su crescita e sviluppo. L’importante è che ci credano le agenzie di rating.