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Matteo Renzi si schiera con l’Europa e difende Juncker

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Matteo Renzi difende Juncker, colpevole secondo Salvini – tra le altre cose – di non essere mai perfettamente sobrio, soprattutto quando parla dell’Italia. In più di un intervento il vice premier ha infatti ribadito che il Presidente dell’Unione Europea parla del nostro Paese senza avere pieno controllo delle sue facoltà mentali. Recentemente ha detto, durante un incontro a Napoli: “Juncker? Prima di parlare sarebbe meglio che bevesse dell’acqua”.


Ora a difendere Juncker si pensa Matteo “Renzie” Renzi che – a nome di tutti coloro che odiano i soprusi – scende in campo per difendere i più deboli e lo fa affidando i suoi pensieri ad un post di Facebook: “Ho discusso spesso con il Presidente Juncker. Talvolta ci ho anche litigato. Ma l’attacco personale che Di Maio e Salvini gli stanno rivolgendo merita una risposta. Cinque Stelle e Lega stanno distruggendo la ripresa economica italiana. Le famiglie pagheranno le scelte disgraziate di questi cialtroni. Davanti alle critiche di merito la reazione dei grilloleghisti è sempre e soltanto l’attacco personale. Sanno di essere dalla parte del torto e allora attaccano la persona, in questo caso Juncker” . Una domanda sorge spontanea: ma se Lega e 5 Stelle stanno distruggendo la situazione economica italiana, se avessimo adottato quella di Renzi con il deficit/Pil a 2,9% per 5 anni, quale sarebbe stato il nostro destino?

Detto questo, Renzi prosegue e usa la stessa linea di Maria Elena Boschi, ovvero il fatto che “loro” usano la violenza e gli attacchi personali, mentre quelli del PD non si sognerebbero mai di farlo. Renzi sottolinea che la strategia degli avversari è quella di denigrare l’altro:  ‘E’ un modo infame di concepire la politica come violenza contro gli avversari anziché come soluzione dei problemi. Hanno fatto un pasticcio che chiamano manovra del popolo. Anziché cercare una soluzione, cercano un capro espiatorio. Sono così, i populisti. Usano il Web come un manganello e l’avversario come un bersaglio. Prima o poi torneremo alla politica intesa come confronto sui problemi e sulle soluzioni. Ma in attesa di tornare civile fatemi dire che talvolta per stare dalla parte di chi manganella sul web basta tacere. Anche il silenzio è complice. E io non voglio restare silente: l’attacco personale a Juncker  è la dimostrazione che Salvini e Di Maio stanno combinando un disastro per l’economia italiana e cercano un capro espiatorio”.