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“Prendiamo il 40% e governiamo l’Italia”. La terribile profezia di Renzi. Ma contro Salvini erano in 4

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In piena estate l’ex premier Matteo Renzi aveva profetizzato la rottura del Governo sul Def o, almeno, la sua caduta. L’alleanza tra Lega e Movimento Cinque Stelle non sembra essere venuta meno durante la stesura della manovra economica. Sullo spread il senatore ci aveva visto bene. Resta da capire quanto sia indotto da dinamiche proprie del mercato e quanto da nemici giurati dell’Esecutivo, palesi o meno. Sia come sia, il rapido ritorno s Palazzo Chigi del PD sembra una profezia errata. Ma è solo l’ultima. Giusto un anno fa, l’ex premier viaggiava in lungo e largo per l’Italia con il treno PD un’iniziativa inutile e costosa su cui Renzi si era intestardito. Nonostante i 184 dipendenti in cassa integrazione e un bilancio in rosso di 9,5 milioni di euro, buco lasciato dalla campagna per il Sì al referendum costituzionale dell’anno prima il treno girò l’Italia per cercare consensi in vista delle politiche. Il costo del treno? 400 mila euro. Nulla, se si pensa ad altri mezzi di trasporto. E ad ottobre un Matteo Renzi più che ottimista profetizzò:

Con il 40% il PD ha i numeri per governare da solo, lo abbiamo fatto alle europee e al referendum, non c’è due senza tre. Io sono convinto che ci possa essere questa possibilità.  Guardo ai sondaggi: sui collegi si può fare un buon lavoro“. Il PD prese meno della metà e ora quello che si può fare e provare a dare contro a Matteo Salvini. Ogni sistema è buono, anche organizzando manifestazioni contro il vice premier a cui però non partecipa nessuno di quel famoso 40% rimasto nella mente di Renzi.

L’ultimo insuccesso è eclatante. Qui non stiamo parlando del solito discorso “per gli organizzatori i partecipanti erano 40mila, mentre per la Questura 2000”; le cifre sono molto al di sotto. Non si può negare che ci abbiano provato, ma senza riuscirci: sabato sera 29 settembre al parco Ravizza di Milano era tutto pronto per manifestare contro il “Babau”, il mostro dei nostri giorni che risponde al nome di Matteo Salvini. Birra e salamelle non mancavano, così come i deejay.

festa contro Salvini, un insuccessoContro il governo della repressione ci riprendiamo i parchi e le piazze. Il 29 un parco della nostra città prenderà vita con una serata gratuita autogestita dagli studenti per gli studenti. Vogliamo vivere in una città in cui i luoghi pubblici siano a disposizione dei giovani e della socialità, senza essere costretti a spendere tutti i soldi per entrare in un locale.  Contro una metropoli i cui i parchi in centro vengono chiusi e recintati costruiamo eventi liberi e autogestiti” . Così diceva il volantino della serata – sia chiaro non autorizzata –  organizza dal Coordinamento Autonomo Studenti e Collettivi di Lambrate pubblicato su Facebook.

Nemmeno il profumo di una buona salamella arrosto e di una birra fresca sono serviti ad attirare pubblico: verso le 22 e 30 infatti le persone – come riporta Il Giornale – erano le stesse delle 19. In pratica, alla festa contro Salvini c’erano solo gli organizzatori; si sono dileguati persino i curiosi che si erano avvicinati sentendo la musica provenire dal parco.

Che Salvini non sia benvoluto in certi ambienti è certo. A Bologna è apparso un manifesto  con il volto del Ministro dell’Interno al centro del mirino con la  “Assassino. Prendilo di mira”. Ed è di qualche giorno fa la notizia di uno scontro a Bari al corteo anti Salvini tra i manifestanti contrari al vicepremier e CasaPound. Le versioni sono diametralmente opposte, non si capisce chi sia andato contro a chi ma l’episodio di violenza è stato subito bollato come “fascista”. Francesco Boccia, deputato PD, ha scritto su Facebook: “Non consentiremo a nessuno di avvelenare la nostra democrazia, men che meno a post fascisti travestiti da militanti politici. Salvini e tutta la Lega prendano immediatamente le distanze da questi delinquenti. Una cosa è il confronto politico, anche aspro, tra idee diverse, un’altra è la limitazione della libertà di chi la pensa diversamente utilizzando la violenza così come è accaduto a Bari questa notte. Quello si chiama fascismo. Ed è un atteggiamento prima culturale e poi comportamentale che l’Italia ha ripudiato sin dalla nascita della Repubblica. Non permetteremo a chi soffia ogni giorno sul fuoco del conflitto culturale e sociale di avvelenare la nostra società”. Gli fa eco Stefano Fassina, consigliere comunale a Roma: “Sono sempre più preoccupanti il clima di intimidazione, violenza e le aggressioni a sfondo razzista e fascista. Ed è ancora più preoccupante il silenzio delle istituzioni, a cominciare dal Ministro dell’Interno iper attivo per la legalità soltanto quando i crimini vengono compiuti da migranti. Il ministro dell’Interno deve rispondere in Parlamento su quanto avvenuto a Bari”.

 

E Salvini cosa risponde? “Se uno pesta un altro essere umano, può essere giallo rosso o verde, ma il suo posto è la galera. Poi da ministro dell’Interno devo andare oltre la notizia. Da ministro degli Interno ho il dovere di andare oltre la notizia dei giornali. Quindi, per capire bene mi baso sulle fonti dirette della polizia altrimenti questa estate avrei dovuto inseguire dei lanciatori di uova, che lanciavano uova a caso…”.