Home Politica Matteo Salvini come Benito Mussolini: bufera in una scuola siciliana

Matteo Salvini come Benito Mussolini: bufera in una scuola siciliana

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Matteo Salvini continua ad essere il personaggio preferito anche tra le mura scolastiche. Dopo Bologna e il presunto caso di un compito assegnato da una professoressa ai suoi alunni di prima media, ora il vicepremier si prende addirittura del fascista, visto che viene paragonato a Benito Mussolini.


I fatti sono accaduti a Crotone, in un liceo scientifico, il Firolao. Qui infatti, è stato proposto un tema avente come titolo: “Il 5 settembre del 1938 in Italia furono promulgate le leggi razziali. Oggi in Italia dopo 80 anni si registra un ritorno al razzismo, è una opinione diffusa che proprio il recente decreto in discussione al Parlamento, che riguarda l’immigrazione, contenga delle istanze razziste. Descrivi le leggi razziali e confronta il testo con il decreto di recente ideazione ed esprimi le tue riflessioni“.  La traccia del tema è stata segnalata da un genitore al segretario della Lega di Crotone, Giancarlo Cerrelli.

Salvini viene dunque paragonato ad un dittatore. In realtà la scuola non è la sola a pensarla così, visto che uno dei settimanali più noti, l’Espresso, nel suo ultimo numero in edicola ha pubblicato una copertina in cui appunto si fa riferimento alle leggi razziali mettendo come data 1938-2018. Motivo del contendere è il Decreto Immigrati che secondo i giornalisti discriminerebbe le persone esattamente come fecero ottanta anni fa le leggi raziali. Salvini ha già risposto dicendo: “Il gruppo Espresso ha problemi economici: sono vicino, da giornalista, ai colleghi che rischiano di perdere il posto di lavoro. Purtroppo, però, devo prendere atto che i lettori non premiano campagne razziste, zeppe di pregiudizi, insulti o bugie come quella contro il mio Decreto”.

E risponde anche alla scuola di Crotone: “Purtroppo rimangono alcuni insegnanti politicizzati che fanno il tifo per la sinistra, ma non voglio credere che alcuni di loro siano arrivati a paragonare il mio decreto sulla sicurezza alle leggi razziali, come non voglio credere che una docente possa davvero parlare di allarme razzismo in Italia, visto che i dati dicono il contrario”. “Se fosse vero quanto segnalato da studenti e genitori di un liceo di Crotone, l’insegnante in questione dovrebbe scusarsi e cambiare mestiere, evitando di fare la militante politica in classe. Un abbraccio a quei ragazzi da parte di un papà che lavora per una scuola senza pregiudizi”.