Home Politica Estera Macron come Salvini: la Francia chiude i porti alla nave Aquarius 2

Macron come Salvini: la Francia chiude i porti alla nave Aquarius 2

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Macron ha stancato anche i francesi. Secondo un sondaggio Bva pubblicato venerdì per Orange, Rtl e La Tribune La percentuale di francesi che esprime un giudizio negativo sul capo dello Stato è arrivata al 67%: un punto percentuale in più in un solo mese.
Negli ultimi tre mesi monsieur le Président ha perso nove punti di popolarità: una vera e propria caduta libera. Un Presidente in affanno e in crisi d’identità se alla fine anche lui ha agito come Matteo Salvini e ha fatto chiudere i porti dinanzi ad un’imbarcazione ormai famosa. Da noi la nave si chiamava Diciotti, in Francia si la nave a cui viene detto no si chiama ‘Aquarius 2 e non è potuta sbarcare nel porto d Marsiglia. Solo pochi mesi fa, a giugno, il Presidente francese Macron, aveva detto che dall’Italia erano arrivati “cinismo e irresponsabilità” riguardo al caso della nave Aquarius, che portava con sé 629 migranti che dovevano essere accolti nel porto di Valencia. Il portavoce del partito En Marche Gabriel Attal aveva addirittura definito la scelta del Governo Lega – 5 Stelle di chiudere i porti “vomitevole”. E’ stato proprio il ministro dell’economia Bruno Le Maire, intervistato da Bfm-Tv-Rmc, ha dire che “per ora la Francia dice no”.


Anche i “cugini” continuano ad essere fortemente toccata dal tema dell’immigrazione , visto che – almeno stando ai fatti – i migranti sull’Aquarius 2 non scenderanno su suolo francese, ma sarà il Portogallo ad accogliere 10 persone che si trovano sulla nave. I migranti saranno dapprima sbarcati in acque internazionali e poi saranno trasferiti a Malta dove saranno ridistribuiti tra 4 Paesi della UE. Certamente La Valletta è molto lontana dai porti dei Paesi che hanno accettato di prendere i migranti, ma la rotta è troppo lunga e il mare troppo agitato.  Le persone saranno trasbordate su una motovedetta maltese e la Aquarius 2 continuerà per Marsiglia per sistemare un problema legato all’iscrizione del registro navale.

Se non definiamo delle regole comuni, non riusciremo ad affrontare la sfida dell’immigrazione”, ha dichiarato il ministro francese, chiedendo la collaborazione degli altri stati membri dell’ Unione europea.Secondo le attuali regole, ha sostenuto Le Maire, la nave “deve attraccare nel porto più vicino (…) Non a Marsiglia”. Ha poi aggiunto che la Francia si assume le sue responsabilità accogliendo una quota di rifugiati, dicendo comunque “no alla migrazione economica”.

Che delle regole servissero lo ha sempre sostenuto anche Matteo Salvini, che con il suo Decreto Immigrati parla chiaro: la questura concederà un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri con “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”, oppure alle persone che fuggono da emergenze come conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi non appartenenti all’Unione europea. Secondo la nuova legge, inoltre, il Sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (Sprar), che è gestito dai comuni italiani, sarà ridimensionato a chi è già titolare di protezione internazionale – concessa a chi non si può espellere per motivi di persecuzione nel proprio Paese -o ai minori stranieri non accompagnati.

La protezione umanitaria voluta da Prodi nel 1998, spiega Francesco Maria Del Vigo, vicedirettore de Il Giornale, “una buffonata” durante la trasmissione Agorà su RaitreEsiste solo in Italia, è uno stratagemma per far rimanere i clandestini nel nostro Paese. Quindi non trasformiamola in un istituto sacrosanto“. Peraltro, “secondo la convenzione di Ginevra l’anno scorso su 90 mila richiedenti asilo ne sono rimasti  20mila”.