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“Ho 170mila euro di pensione, voto PD, rimpiango Mario Monti. E questo Governo fa schifo”

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Giampiero Mughini è uno che non le manda a dire. Tempo fa parlando dei privilegi, veri o presunti, entrò sul tema pensioni a gamba tesa: “Io godo di una pensione con sistema retributivo – disse a Radio24 –  A chi mi dice che sono un privilegiato spacco il culo. Io mi ricordo quello che pagavo mese per mese quando ero inviato speciale di Panorama, mi sono pagato la pensione fino all’ultimo minuto. Su quello stipendio che prendevo pagavo contributi molto alti e non vorrei che qualcuno venisse a rompermi i coglioni. L’anno scorso ho avuto un imponibile lordo da 170mila euro e di tasse ne ho pagate 70mila. Sono tempi molto magri, almeno per me“.
E aggiunse, con frasi in perfetto equilibrio tra autocommiserazione, rabbia e malinconia: “Io non ho nulla, né un giornale, né un rapporto professionale con una testata. Vedo certe nullità in giro che meriterebbero la paga della mia colf e invece sono divenuti direttori, vicedirettori, conduttori, portavoce. Non faccio nomi di persone assenti, ma li vedi in giro, in televisione o anche intervistati alla Zanzara: basta guardarli in faccia. E’ gente che 30 anni fa al massimo faceva il segretario di redazione e che non supererebbe la quinta ginnasio“. Mughini si è detto contrario fin dal primo minuto alla campagna contro vitalizi: “E’ una barbarie” disse “Sono campagne volgari, quelle del vitalizio, tanto per aizzare il popolino.Ad esempio, l’accanimento contro il mio amico Achille Occhetto per il suo vitalizio da 5mila euro è ingiusto”. Non era giusto, disse pur ammettendo che era un privilegio “determinato da una legge, sicuramente cialtrona“.
Sarà che l’abolizione dei vitalizi proprio non gli è andata giù, nei modi e nei contenuti, ma dopo Giampaolo Pansa, anche Mughini non ha esitato a sferrare un durissimo attacco al Governo Di Maio-Salvini. Come Pansa, anche Mughini lo fa durante una trasmissione tv, L’aria che tira, su La 7. Una descrizione dell’esecutivo che sembra per certi versi fare eco a quella di Otto e Mezzo; senza dubbio i due opinionisti sono concordi con il giudicare fuori dai denti i due vice premier e il loro superiore, Giuseppe Conte.

Pansa e Mughini paiono essere d’accordo sull’incapacità di Di Maio di governare: “E’ la prima volta nella storia del mondo che a fare il ministro del Lavoro è uno che non ha mai lavorato“, aggiungendo che sia lui sia Salvini hanno avuto un atteggiamento “cannibalico contro figure dello Stato. Penso al ragioniere dello Stato, il nostro bravissimo Daniele Franco”.  Mughini cita anche l’episodio di Di Maio contro il ministro dell’economia Tria: “Sono stato molto colpito dalla sortita ultima del vicepresidente Di Maio contro il ministro Tria, dicendo: ‘Questo ministro trovi i soldi’” (facendo riferimento anche al reddito di cittadinanza).

Mughini si dice invece colpito da Salvini, considerato un abile politico:Come di una squadra avversaria io lealmente stimo i talenti, così riconosco che lui sia un talentaccio della politica. E’ riuscito a far diventare il caso Diciotti il destriero che Salvini, un vero lupo mannaro della politica, ha cavalcato, umiliando il suo partner, tanto che Di Maio oggi sta a lì a volere il reddito di cittadinanza e la felicità per tutti”.  Insomma “ premesso il rispetto per le persone, penso che questi siano stati i 100 giorni tra i peggiori della storia repubblicana italiana” (ironizzando poi sul curriculum di 26 pagine del Premier Conte). Massimo entusiasmo invece per l’ex Primo Ministro Monti, pur avendo votato lo scorso 4 marzo per il Pd: “E dirò di più: per i prossimi 200 anni continuerò a votare Pd“. 

Dal canto suo Di Maio sembra fare spallucce e dichiara a Il Fatto Quotidiano: “Sarà una manovra del popolo che aiuta gli ultimi e fa la guerra ai potenti: e dentro ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati dalle banche. Troveremo le risorse, anche facendo deficit”.