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Sergio Mattarella parla alla Camera e dà lezioni a Salvini: “I giudici vanno rispettati, sempre”

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Forse il vero e unico avversario del premier Matteo Salvini, il più temibile e capace, siede su Colle. Dimenticate Maurizio Martina, Laura Boldrini, Matteo Renzi e gli altri. Non hanno alcun peso,ora. L’avversario vero è altrove. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, raccontano, vide di buon occhio l’ipotesi di un Governo tra il PD ed i Cinque Stelle che  costringesse all’angolo Matteo Salvini e la Lega. Si mise di mezzo Matteo Renzi, che scommise sul fallimento del Governo dei “populisti” per raccogliere consensi da quello che sarebbe stato un “disastro” e tornare al potere. Ha ufficialmente sdoganato la tattica politica del “pop corn” Matteo Renzi. Lasciamoli fallire, guardiamoci lo spettacolo. Tanto peggio per l’italia, tanto meglio per noi. Così ci riprendiamo il potere. Questo in sintesi, il pensiero politico dell’ex. Si stanno accorgendo ora che potrebbe essere stato un calcolo sbagliato. Ma intanto c’è lui, il Presidente, che tenta una prima volta il colpo di mano per far scendere i migranti dalla Nave Diciotti e gli riesce. La seconda volta Salvini punta i piedi di brutto.

Ed interviene la Magistratura, con il PD che intanto, con una coordinazione quasi perfetta, crea il caso intorno alla nave. Genova ed i Benetton dimenticati subito. Tutti giù a Catania. E’ il caos istituzionale, con un Ministro indagato per sequestro di persona. Parole in difesa delle prerogative proprie del Viminale da parte di Mattarella? Neanche una. Il Capo dello Stato commenta invece le parole di Salvini, scandite in diretta FB nel momento in cui apriva l’avviso di garanzia. Ad attirare l’attenzione del Presidente l’affermazione del Ministro, secondo cui lui sarebbe eletto dal popolo mentre i giudici non erano eletti da nessuno. Un’evidenza, peraltro, che è stata intesa in senso “populista” quando a con fatti, evidenziava che il potere Esecutivo nasce dal conferimento di un mandato per la realizzazione di un programma, anche nelle politiche migratorie. Un’osservazione che è stata letta come potenzialmente “eversiva” da chi non l’ha capita o ha avuto i suoi buoni motivi per fraintenderla.

«Nessuno è al di sopra della legge. I giudici sono legittimati dalla Costituzione» ha detto Mattarella parlando alla commemorazione di Oscar Luigi Scalfaro alla Camera. «Nel nostro ordinamento – ha sottolineato il Presidente facendo un chiaro riferimento proprio alle parole del Ministro – non esistono giudici elettivi. I nostri magistrati traggono legittimazione e autorevolezza dal ruolo che loro affida la Costituzione. Non sono quindi chiamati a seguire gli orientamenti elettorali, ma devono applicare la legge e le sue regole.Come spesso ebbe a ricordare anche il presidente Scalfaro, queste valgono per tutti, senza aree di privilegio per nessuno, neppure se investito di pubbliche funzioni, neppure per gli esponenti politici. Nessun cittadino é al di sopra della legge. La Repubblica e la sua democrazia sono presidiate da regole, il rispetto di queste é indispensabile, sempre, quale che sia l’intenzione di chi si propone di violarle». Il riferimento ad Oscar Luigi Scalfaro è quasi sinistro: fu lui infatti a dare la spallata definitiva al primo Governo Berlusconi, detestato, per l’esecutivo “tecnico” guidato da Lamberto Dini.

Nessuna parole del Presidente a commento delle affermazioni da parte dell’Alto Commissario Onu Michelle Bachelet che ha pesantemente accusato l’Italia di razzismo in ragione delle politiche migratorie attuate dal Ministro. E’ una prevedibile, abnorme conseguenza del caos creato intorno alla Diciotti. Dove il Presidente non l’ebbe vinta con Matteo Salvini. Tutto torna, anche il terribile silenzio di Mattarella in queste ore.