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“Mani rosse” nuova protesta contro Salvini

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Matteo Salvini ha sdoganato un linguaggio e una possibilità di pensiero che noi contrastiamo totalmente. Siamo contro le politiche messe in atto dal Governo. Protestiamo per le morti in mare, per il disastro che sta accadendo dopo che alle Ong è stata preclusa la possibilità di operare nel Mediterraneo con l’incremento del numero dei morti. Questa protesta è promossa da molte associazioni ma ognuno di noi partecipa come privato cittadino. Il  senso delle mani rosse è gridare restando in silenzio, e allo stesso tempo  testimoniare cosa sta accadendo nel Mediterraneo.Ultimo episodio riguarda Josefa unica superstite di un salvataggio da parte di quella che impropriamente viene chiamata Guardia Costiera libica. Contro quest’unica sopravvissuta dobbiamo assistere in queste ore anche alla critica paradossale riguardante lo smalto sulle sue unghie“.  A parlare, con toni civili è Valentina Calderone partecipante e promotrice di una Nuova protesta contro le politiche migratorie del Governo. Dopo le “magliette rosse” ecco il presidio non violento delle “mani rosse“  che sì presentato davanti al Viminale, per manifestare contro quello che sta accadendo nel Mediterraneo. Lo scopo, per gli attivisti, è quello di “chiedere conto al Ministro dell’Interno e al Governo dell’operato della guardia costiera libica, supportata, da oltre un anno, da fondi, mezzi e uomini italiani”. I partecipanti hanno sfilato per le strade con le mani dipinte di rosso sollevate in senso di sfida e di sdegno. “Il senso di questa iniziativa è che tante persone si dichiarano contrarie alle politiche di immigrazione di questo governo.
“Non siamo complici di questa strage di Stato, non siamo con questo governo, non siamo con Salvini“ dicono. Tra loro Vauro, anche lui con le mani dipinte:
Oggi domani e nei giorni che verranno saranno importanti azioni collettive e individuali di rifiuto  per questo imbarbarimento  in cui sta cadendo la società in cui viviamo. Un imbarbarimento che passa sulla pelle dei migranti – ha  detto Vauro – Diffondere notizie false sulle smalto per le unghie di Josefa è peggio dello schifo e bisognerebbe trovare un’altra parola, perchè dire schifo non basta. Riuscire a giocare con cinismo su una figura come quella di Josefa, una donna salvata dalle acque e con accanto una mamma morta insieme al suo bambino è sintomo di un imbarbarimento profondo  e non so se si può ancora definire comportamento umano

Una protesta civile, dunque, che se si esclude l’uso pesante e improprio del termine “strage di Stato” non sembra voler scadere nel frasario stupido è violento che è il marchio di fabbrica di Roberto Saviano. Diverse imprecisioni tuttavia si rilevano nelle parole di Valentina Calderone. Il fermo dato all’attività delle Ong non ha incrementato il numero dei morti ma, al contrario, sembra averlo diminuito. Quindi, stando ai numeri e partendo dal presupposto che i numeri sono fondati – attendiamo smentite sui numeri, più efficaci della vernice –  la politica migratoria del Governo non ha prodotto gli effetti che il movimento contesta. Lo stile sbrigativo, poco politicamente corretto del Ministro Matteo Salvini è simile allo stile di un altro Matteo, Presidente del Consiglio che usò uno stile simile contro la Sinistra, i sindacati “da rottamare” contro i lavoratori ed i loro diritti. Quello che disse di voler fare Renzi fece: ha infatti rottamato la Sinistra al punto che sono rimaste poche mani e magliette rosse. E ha rottamato Sindacato e diritti dei lavoratori, abolendo l’art. 18. Per il rimo Matteo non si sono viste proteste eclatanti a Sinistra. Perchè se il nemico è in casa si preferisce il silenzio fino al disastro compiuto, sembra.

Josefa non è l’unica sopravvissuta, stando a quello che è stato raccontato. La Guardia Costiera libica avrebbe salvato gli altri e lasciato al mare lei, l’altra donna e il bambino. La storia che viene raccontata non è chiaro. e resta profondamente incongrua. Senza un’inchiesta seria – cosa diversa dalle tesi e dalle parole in libertà – non è obbligatorio prendere per vero tutto quello che proviene da Open Arms. Il problema di questa Ong è che pretenderebbe di decidere la politica migratoria dell’Italia veicolandola con l’impatto emotivo dei suoi post e video. Questo gli italiani lo hanno capito e non lo accettano. Vanno bene i salvataggi, ma se quest salvataggi vengono usati strumentalmente per diffamare un governo democraticamente eletto,  il valore di questi atti si perde. Per quanto meritoria possa essere l’attività di soccorso di una Ong la sua credibilità muore quando usa o lasica che sia usata la propria attività per propaganda politica, a torto o a ragione. Per questa ragione Open Arms resta profondamente screditata agli occhi di gran parte dell’opinione pubblica degli italiani. Non lo è per le parole di Salvini ma in ragione delle parole e dei mezzi comunicativi scelti dalla stessa Open Arms.

La Ong ha probabilmente pensato fosse una grande idea diffondere le immagini di Josefa. Ma è stato un errore perchè quelle stesse immagini sono state percepite come una speculazione sporca anche se il salvataggio era vero. Nulla in realtà è apparso più credibile. Open Arms paga solo i propri errori e il costante tentativo di impietosire, scandalizzare e forzare la mano al Governo, con tutti i mezzi. Che si sia fatta ironia sullo smalto di Josefa – ironia che per pura comodità è stata spacciata per fake news ma era solo ironia –  denota nient’altro che la profonda diffidenza dell’opinione pubblica verso Open Arms e il suo modo di gestire e promulgare le immagini. La verità nuda e cruda e che al momento l’opinione pubblica non crede in questa Ong  e, come conseguenza di Open Arms e di altre Ong con mania di protagonismo, non credo più a nulla di quanto affermato dalla Organizzazioni non governative. La storia dello “smalto” è solo una conseguenza di tutto questo. I manifestanti delle magliette e delle mani rosse dovrebbero tentare capire questo, liberandosi dal presupposto che loro sono “persone per bene” e gli altri “lo schifo” come, sbagliando, pensa Vauro.