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Rivolta dei migranti sulla nave italiana che li ha tratti in salvo. Salvini: “Li voglio in galera”

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“Il rimorchiatore italiano Vos Thalassa era stato noleggiato dalla Libia per le operazioni logistiche a supporto di alcune piattaforme petrolifere a largo delle nostre coste e, con il coordinamento della Guardia costiera, è intervenuto per il salvataggio di 63 persone a bordo di un’imbarcazione di legno che stava affondando. Già in passato c’era stato questo tipo di collaborazione tra rimorchiatori e Guardia costiera: i migranti sarebbero stati avvicinati alle coste libiche per essere consegnati a noi” a parlare è l’ammiraglio Ayoub Qassem, il portavoce della Guardia Costiera libica, contattato dall’Agi. “I migranti hanno minacciato l’equipaggio perché non volevano in alcun modo tornare verso la Libia” spiega.

“La Guardia Costiera ha inviato anche una propria motovedetta per accompagnare il rimorchiatore verso la costa ma non c’è stato nulla da fare: le persone a bordo hanno continuato a protestare e a minacciare l’equipaggio, costringendo il rimorchiatore a dirigersi verso nord“, conferma l’ammiraglio. “Non abbiamo voluto fare nulla che potesse far degenerare ulteriormente la situazione. La nostra priorità era garantire l’incolumità dell’equipaggio e di tutte le altre persone“, ha aggiunto ancora Qassem, che ora teme che questo possa essere solo il primo di una serie di episodi di “ribellione da parte dei migranti“.

Il trasferimento dal mercantile alla nave Diciotti è stato disposto per la tensione a bordo della Vos Thalassa e il rischio corso dall’equipaggio. La nave è attesa a Trapani domani mattina. La decisione di scegliere Trapani come porto di attracco è stata presa dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

«Se su quella nave c’è gente che ha minacciato e aggredito non è gente che finisce in un albergo ma è gente che dovrà finire in una galera», ha detto il Ministro del’Interno Salvini che alla luce dei disordini scoppiati a bordo della nave Salvini ha detto che, una volta a Trapani, i «violenti dirottatori dovranno scendere in manette dalla nave». E che «prima di concedere qualsiasi autorizzazione attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori». In queste ore bordo della nave, si apprende, sono saliti uomini della capitaneria di Porto e della Polizia di Stato. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito: «Non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che i delinquenti finiscano in galera».

La politica della fermezza, sostiene il Ministro, paga: «Da quando sono ministro dell’Interno, sono sbarcati 21mila immigrati in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Non mi accontento, voglio fare ancora meglio».

Intanto Salvini si appresta a portare a Innsbruck nel vertice dei Ministri dell’Interno Ue,un documento sui migranti un documento condiviso da tutto il governo italiano, che rappresenta «la linea comune del governo», che è quella di «rafforzare  la sicurezza dei cittadini italiani, ponendo al centro del dibattito il fatto che non possiamo essere lasciati soli».

Le minacce sul fronte Sud per quanto riguarda il terrorismo sono molto significative“. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al suo arrivo al vertice Nato a Bruxelles “Dalla stessa immigrazione – ha detto – potrebbero arrivare rischi e pericoli di foreign fighter”. “L’incontro con Salvini” ha detto il premier, con riferimento ad un faccia a faccia per definire la linea delle richieste italiane al vertice di Innsbruck “è andato molto bene, ci siamo aggiornati. A breve assumeremo iniziative italiane per dare continuità alle conclusioni del vertice Ue di giugno” precisa Conte. La volontà del Governo è di sancire con gli altri Paesi Ue il principio di condivisione dei flussi migratori con soluzioni operative condivise. A tal fine  Matteo Salvini porterà a Innsbruck un documento sui migranti condiviso da tutto il Governo italiano. Lo ha confermato il titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi. Dunque nessuno “scontro” nel governo sull’accoglienza, assicura il ministro e vicepremier Matteo Salvini. “Parlano i numeri. Il governo lavora in maniera compatta” dice Salvini lasciando palazzo Chigi a chi gli chiede un commento sule parole del ministro Elisabetta Trenta che sostiene che non si possa risolvere la questione con i respingimenti. Quanto agli altri componenti del governo, a partire dal ministro dei Trasporti, “sento più Toninelli e Di Maio dei miei genitori. Leggo sui giornali cose divertenti ma, ripeto, parlano i numeri” conclude.