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Stretta sulle richieste d’asilo, Laura Boldrini al Ministro: “Cosa insegni ai tuoi figli?”

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Con un circolare inviata a tutti i prefetti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini  ha chiesto di velocizzare le pratiche delle commissioni territoriali impegnate a valutare le domande dei migranti sbarcati sulle nostre coste, e ha chiesto una stretta sulla c.d. “protezione umanitaria” la terza forma del diritto d’asilo oltre allo status di rifugiato e alla protezione sussidiaria.

«Il senso dell’iniziativa – ha spiegato il Ministro – è limitare un abuso che va a discapito dei rifugiati veri. Su 43mila domande esaminate, i rifugiati sono il 7 per cento mentre la protezione sussidiaria raggiunge il 15. Poi abbiamo la protezione umanitaria che, sulla carta, è riservata a limitati e residuali casi di persone che, pur non essendo in fuga dalle guerra hanno necessità di una tutela. Ma rappresentano il 28 per cento dei casi che poi arriva al 40 con i ricorsi, decine di migliaia di persone. E spesso diventano la legittimazione dell’immigrazione clandestina».

La protezione umanitaria,  introdotta nell’ordinamento nazionale nel 1998, prevede la concessione del beneficio quando ricorrono “seri motivi” di carattere umanitario nei casi in cui non sussistono i requisiti per il riconoscimento della protezione internazionale. Questa norma, secondo Salvini, ha «di fatto legittimato la presenza sul territorio nazionale di richiedenti asilo non aventi i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale il cui numero, nel tempo, si è sempre più ampliato». Ne hanno beneficiato  persone in situazioni collegate «allo stato di salute, alla maternità, alla minore età, al tragico vissuto personale, alla permanenza prolungata in Libia, per arrivare anche ad essere uno strumento premiale di integrazione».

Nella circolare ai Prefetti e alle Commissioni territoriali il ministro evidenzia che sono attualmente in trattazione circa 136 mila richieste di protezione internazionale: «un numero significativo e con andamento crescente se si considera che lo scorso anno sono state presentate oltre 130mila istanze d’asilo, di gran lunga superiori ai 119 mila migranti sbarcati sulle nostre coste».
Numeri che impongono «un’attenta azione riorganizzativa», sottolinea il ministro che chiede di ridurre i tempi di esame delle domande. Tempi anche strettamente correlati alla durata della permanenza nei centri di accoglienza. I lunghi tempi di attesa nelle strutture, infatti, «comportano rilevanti oneri a carico dello Stato». Serve dunque che i 50 collegi che esaminano le istanze «operino a ritmo continuativo, 5 giorni a settimana».

Una richiesta di maggior attenzione e di stretta attinenza ai principi normativi – raccontata come “stretta” disumana contro donne incinte e bambini – che non è piaciuta a tutti.

Intervistata sull’argomento da ThePostInternazionale, Laura Boldrini ha commentato la circolare di Salvini che ha invitato i prefetti al rispetto delle regole nella concessione dell’asilo umanitario. Un provvedimento che ha indignato la ex presidente della Camera, nonostante il Ministro abbia chiarito subito che nessun minore o donna in stato interessante sarà mai costretta a lasciare l’Italia. L’invito di Salvini era rivolto a chi sfrutta le maglie larghe della legge, ottenendo l’asilo senza averne diritto.L’ex presidente della Camera parla del ministro dell’Interno come di “un bullo, indegno anti-italiano” che “si crede forte, ma nessuno gli dà retta“. Senza entrare negli aspetti tecnici della circolare del Ministro, Laura Boldrini ha reagito con queste parole: “Non so cosa Salvini insegni ai propri figli, dato che odia tanti i buonisti insegnerà a essere cattivi, a essere sprezzanti. Io spero che non succederà mai a Salvini quello che lui stesso sta facendo a tante persone. Spero che ai suoi figli non succeda mai quello che sta riservando a tanti bambini“.