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Nadia voleva solo aiutarlo: uccisa a coltellate. Ora il giudice ha emesso la sentenza. Ed è subito polemica

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Nadia Pulvirenti
Nadia Pulvirenti

Assolto perché “incapace di intendere e di volere”: questa la sentenza del Gup di Brescia nei confronti di Abderrahim El Moukhtari, il 54enne marocchino che nel febbraio 2017 uccise con dieci coltellate la 25enne Nadia Pulvirenti, a Iseo nel bresciano. L’uomo era ospite di una struttura per la riabilitazione di persone con disabilità fisica e psichica. Qui la ragazza svolgeva il proprio lavoro di terapista. Il marocchino soffriva da tempo di turbe psichiatriche, ma in passato non aveva mai dimostrato particolari situazioni di aggressività e violenza, e tuttora stava proseguendo senza eccessivi problemi il suo percorso di recupero.

L’episodio suscitò molto sgomento, anche perché quella reazione non era stata preventivata da chi gestiva la struttura. Nadia Pulvirenti, da quanto si è appreso, aveva studiato a Verona fino al 2014 e lavorava nella comunità Clarabella da un paio d’anni. A pesare una parola di troppo detta a un uomo del tutto instabile. Nonostante le urla disperate della ragazza nessuno è intervenuto in tempo. Il suo assassino è stato colto ancora col coltello insanguinato in mano. Ha quindi pronunciato la frase: ”Voglio andare dai carabinieri”. I militari di Chiari e di Brescia hanno immediatamente effettuato i rilievi nell’appartamento, mentre l’uomo non è riuscito a spiegare bene la sua versione dei fatti.