Ludovica, 12 anni, gettata nel vuoto: “Non era suo padre”

Ludovica, morta a soli 12 anni. Chi l'ha fatta cadere non era il padre

Conclusione terribile di una giornata che è stata un incubo, dall’inizio alla fine per tutti. Ma certo l’orrore più profondo deve averlo provato Ludovica, la ragazzina gettata da un viadotto della A14. Per ore si è creduto che l’uomo, Fausto Filippone che l’ha fatta cadere nel vuoto fosse suo padre. Si è appreso più tardi che Ludovica era la figlia 12enne della compagna. E via via si sono conosciuti alcuni dettagli di questa tragedia, che ha avuto una prima parte non meno dolorosa dell’epilogo.

La prima parte ha avuto come vittima Marina Angrilli, 52 anni, madre della ragazzina, insegnante di lettere al liceo scientifico Leonardo da Vinci di Pescara. La donna era arrivata questa mattina in condizioni critiche al pronto soccorso di Chieti dopo essere caduta dal quarto piano, dal balcone di casa sua in piazza Roccaraso a Chieti Scalo dove viveva con Filippone e la figlia Ludovica, avuta da una precedente relazione, come riportato da Il Giornale. E’ probabile che la ragazzina abbia visto la mamma cadere. E forse ha visto altro: un litigio tra i due, tra l’uomo che no era sua padre e la mamma: forse ha visto lui spingerla dal balcone. Che sia stato un incidente o altro certo che la ragazzina aveva già assistito alla scena sconvolgente della madre sul selciato, dopo una caduta nel vuoto spaventosa. Ma era solo la prima,di una giornata infernale. Era stato proprio il compagno a portare la madre in ospedale. Forse c’era anche lei, forse ha atteso in casa. Qualsiasi cosa sia successa deve essere stato sconvolgente.  Non appena i sanitari hanno preso in carica la donna, Filippone è fuggito, lasciando false generalità.

Poco dopo, l’uomo con la ragazzina è arrivato sul viadotto in contrada Coderuto che da sulla strada provinciale Fondovalle e collega la costa tra Chieti e Pescara all’entroterra teatino. Non sapiamo se l’abbia costretto a seguirla. E possiamo appena immaginare cosa abbia provato lei, in ogni caso. Forse ha pensato a suo padre, quello vero, che non era lì a salvarla. C’era quest’uomo, che ha scavalcato il parapetto insieme alla ragazzina e l’ha lasciata precipitare. Forse. Ma forse lei ha lottato e lui l’ha spinta. Si sa solo che dopo ha urlato “Scusa per quello che ho fatto” probabilmente rivolto alla ragazzina, ormai senza vita sotto di lui, dopo aver vissuto l’orrore, come riportato da Il Centro. L’uomo ha ingaggiato una lunga trattativa con polizia e vigili del fuoco. Trattativa inutile:Continuava a chiedere perdono e a ringraziare i soccorritori ma non voleva che si avvicinassero al corpo della figlia. “Era deciso a farla finita“, raccontano. Mentre i vigili del fuoco provano a sistemare un gonfiabile sotto il viadotto dell’A14, lui urla: “Fermi, fermi, andatevene con quell’affare, non lo gonfiate“. Sono le sue ultime parole. Dopo quasi sette ore aggrappato alla rete di protezione si è lasciato cadere a faccia avanti ed è morto sul colpo. Proprio come la ragazzina, morta in un assurda domenica di maggio a 12 anni, un’età in cui si dovrebbe essere felici. La compagna, la mamma della povera Ludovica, è deceduta invece in ospedale, mentre lui era ancora in bilico sul cavalcavia.

Fonti: Il Giornale, Il Centro

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