La banda era formata dia fratelli Savi: Roberto e Fabio, i due capi e dal fratello minore Alberto. Quest’ultimo era poliziotto – era in servizio nella questura di Rimini – come Roberto e come il complice Marino Occhipinti. È stato il tribunale di Sorveglianza ad autorizzare il permesso, e non è il primo. Un permesso più lungo di altri perché Alberto Savi è stato ritenuto meritevole da parte di psicologi ed educatori, come riportato da Repubblica. Dietro le sbarre ha ammesso la sua responsabilità per la strage del Pilastro. «Il dolore non l’ha mai abbandonato», aveva spiegato lo scorso anno il suo legale. Ma dalle famiglie delle vittime parole sempre durissime: «I nostri morti non hanno permessi premio».
Fonti: Rai News, Repubblica
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