Home Casi Innocent Oseghale, caso Pamela: “Voglio riabbracciare mia figlia”

Innocent Oseghale, caso Pamela: “Voglio riabbracciare mia figlia”

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innocentRinchiuso in carcere con l’accusa di aver ucciso e vilipeso il corpo senza vita di Pamela Mastropietro, il nigeriano Innocent Oseghale si dispera. “È morta di overdose, io non l’ho uccisa”, ripete, sebbene la seconda autopsia sembra evidenziare due ferite da taglio a fegato e tempia, inferte quando ancora Pamela era viva.

Detenuto da 21 giorni nel carcere di Marino del Tronto, Ascoli Piceno, il nigeriano si è confidato con il suo avvocato. Oseghale gli avrebbe detto: “voglio riabbracciare mia figlia e la mia compagna”. La donna, Michela Pettinari, alla quale è intestato il contratto d’affitto oltre alle utenze dell’appartamento in via Spalato 124 a Macerata dove è stata uccisa Pamela Mastropietro, da tempo non abitava più col nigeriano. I due, che insieme avevano avuto una figlia lo scorso aprile – ma la patria potestà era stata sottratta dal giudice ad entrambi, sembra per problemi mentali di lei e per le accuse di spaccio a lui – si sentivano ancora  di frequente, prima della tragedia.

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