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Emma Marrone, il ricordo più doloroso

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(Websource/archivio)

Sono passati quasi nove anni. Era poco prima del talent show Amici. Il ginecologo si mise le mani nei  capelli. Ed Emma Morrone sentì pronunciare queste parole: “Tumore, bisogna operare con la mssima urgenza”. Lei ha ricordato quei momenti con parole che rivelano emozione e controllo, le stesse di allora: “La neoplasia mi aveva preso utero e ovaie. Avevo fatto la Tac e la risonanza magnetica. Anche la ricerca dei marker nel sangue confermava la presenza di cellule tumorali. A quel punto non potevo più sfuggire”. Il ricordo di quell’esperienza ha suggerito ad Emma si diffondere un consiglio che può essere vitale: “Cercalo prima che ti trovi. La prevenzione è importante. Avessi fatto più visite prima, magari avrei arginato il problema in maniera diversa”. Lei ancora giovanissima, sottovalutò i primi sintomi: una stanchezza costante e una perdita di peso che vennero scambiate per emplici sintomi di stress. Non era così, qualcosa le diceva altro: “Sai quando ti si accende quella lampadina nella testa? Anche prima di andare a fare la visita avevo parlato con mia mamma e le avevo detto: preparati perché non ne verrà niente di buono, lo so. Me lo sentivo dentro”.

Fu il ginecologo stesso a chiamare i colleghi del Policlinico Umberto I a Roma per farla operare d’urgenza è stato il ginecologo stesso, amico di famiglia. Lei volle essere informata si tutto e loro risposero: rischi di morire; se sopravvivi, c’è la probabilità che tu comunque possa non avere figli. Prima di entrare in sala operatoria.  Lei chiese di firmare il consenso alla donazione degli organi ed entrò in sala operatoria: “Pregavo molto, avevo paura. Ma volevo affrontare tutto”.Fu un intervento di sette ore. «Non smetterò mai di ringraziare la dottoressa Marialuisa Framarino e lo staff di Ginecologia. Mi hanno accolto subito bene e mi hanno salvato la vita. Lei ce l’ha messa tutta per salvarmi le ovaie e l’utero. E c’è riuscita. Sono stata dimessa anche un giorno prima del previsto, volevo tornare a casa. È stato il solo momento in cui ho pianto: non pensavo di uscire con le mie gambe”. Il decorso non fu facile: ” Ho portato per mesi un busto con le stecche. Ce l’avevo anche quando ho fatto il primo provino ad Amici”. Maria De Filippi sapeva, in silenzio. La malattia è scomparsa. È rimasta la paura che torni. E da allora un controllo ogni tre mesi. Ricordate: trovate lui prima che sia lui a trovare voi

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