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Si risveglia sul tavolo operatorio e sente tutto

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intervento chirurgicoE’ l’incubo di molti. E’ un fatto rarissimo, ma evidentemente può accadere.  Rachel Benmayor ha raccontato al Guardian la sua disavventura: “Ricordo di essermi sdraiata sul tavolo. Ricordo l’iniezione e la mascherina col gas. Glenn, il mio compagno, e Sue, la mia ostetrica, stavano accanto a me. Poi il buio, ma all’improvviso mi sono risvegliata nel dolore. Credevo di aver avuto un incidente d’auto. Non sapevo dove fossi. Non sapevo che stavo facendo un’operazione. Ero solo consapevole del dolore”. E un’altra donna ANne Lord ha riportato la sua esperienza molto simile, un caso raro di resistenza agli anestetici: “È una cosa di famiglia, per la mia defunta madre fu lo stesso e anche per uno dei miei figli. Mi sono svegliata e ho sentito gridare. Allora ho detto a chiunque stesse urlando di stare zitto e mi hanno detto che ero io che urlavo. Sono riuscita a sganciarmi un piede e ho dato un calcio al chirurgo nel petto. Lui è volato attraverso la stanza sul suo sgabello. Avevo già avuto tre volte la quantità normale di anestetico”.

Per le due donne, come scrive il Guardian, “è stato l’inizio di anni di incubi, attacchi di panico e terapie psichiatriche”. Per fortuna i casi sono rari, ma non rarissimi. Si calcola che uno o due pazienti su 1.000 riferiscono di svegliarsi in anestesia, mentre negli Stati Uniti 40mila persone all’anno affermano di ricordare ciò che è accaduto mentre venivano operati sotto anestesia. La American Society of Anesthesiologists riconosce che questi episodi, sebbene rari, possono portare a “significative problematiche psicologiche e forme di disabilità che durano anche a lungo”.

F.B.