Home Cronaca Ricoverato per un’allergia si ritrova su milioni di pacchetti di sigarette

Ricoverato per un’allergia si ritrova su milioni di pacchetti di sigarette

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Impedire ad un fumatore di accendersi una sigaretta è un’impresa assai ardua. A nulla, o quasi, sono servite le scritte terrorizzanti che descrivono le possibili patologie e ancora meno è servita l’informazione. L’ultima trovata, poi, quella delle foto che immortalano le malattie causate dal fumo, ha avuto come unico effetto quello di indurre il fumatore a mettere apotropaicamente le mani a sud dell’equatore. Più che impedire a questi di fumare, dunque, li ha convinti che la campagna anti fumo porti iella.

Legata a doppio filo alla campagna anti fumo c’è una storiella che ha origine a Casamicciola, provincia di Napoli, e che si sviluppa in un ospedale colombiano. Maurizio Plescia, commerciante fidanzato con una donna colombiana, di tanto in tanto va nel paese natio della compagna per passare delle vacanze in compagnia della famiglia di lei. Una di queste volte accusa un malore subito dopo aver preso un medicinale contro l’asma. L’uomo viene immediatamente ricoverato e si scopre che all’interno del medicinale c’è una sostanza a cui è allergico. Nel corso della degenza ospedaliera, Maurizio viene intubato e un giorno, mentre dorme, qualcuno decide di scattargli una foto senza chiedere il consenso né a lui né ai parenti.

Vi chiederete cosa centri questo con la campagna antifumo e per rispondervi basta che ripensiate a quell’uomo intubato nel letto d’ospedale che campeggia su molti, moltissimi pacchetti di sigarette da qualche anno a questa parte. Esatto, quell’uomo è proprio Maurizio Plescia, il quale non ha mai avuto un problema legato al fumo e, probabilmente non ha nemmeno mai fumato. Accortosi della cosa, il povero Maurizio ha prima imitato tutti quei fumatori che vedendo la sua foto per la prima volta sulle sigarette hanno fatto gli scongiuri, quindi si è rivolto ad un legale affinché il suo volto fosse finalmente tolto dai pacchi di sigarette.

Discorso chiuso? Nemmeno a parlarne, il malcapitato si è dovuto scontrare contro l’Unione Europea, che ha approvato la campagna, e contro la Philip Morris. La compagnia ha fatto presente a Plescia che c’erano altre persone nel mondo che si erano riconosciute in quella foto e che doveva dimostrare di essere davvero lui. L’uomo ha quindi richiesto una perizia comparativa ad  un esperto del settore che ha confermato senza ombra di dubbio che quello nella foto è proprio lui. Con la prova in mano è partita la messa in mora della Philip Morris che ha scaricato le colpe sull’Unione Europea, reale colpevole per la scelta della foto, che dovrebbe portare ad una risoluzione economica che eviti un processo privo di senso.

F.S.