Renzi annuncia quindi: “Nel febbraio 2014 gli italiani che avevano un lavoro erano 22 milioni. Adesso sono 23 milioni. Un milione di posti di lavoro in più in tre anni è un successo. Il punto è come migliorare la qualità del lavoro, oltre che la quantità. E per questo l’idea del salario minimo legale – che proponiamo tra i 9 e i 10 euro l’ora – è molto importante”. Per far questo, Renzi si dice convinto di voler proseguire nella strada tracciata dal Jobs Act: “Con il Jobs Act aumentano le assunzioni, non i licenziamenti. La vera sfida adesso è mettere più denaro in busta paga. E dare vantaggi fiscali a chi reinveste i soldi in azienda. Non temo i licenziamenti ma non mi accontento delle pur tante assunzioni. Lavoro, lavoro, lavoro. Altro che assistenzialismo”.
Capitolo 80 euro, come sempre al centro di molte polemiche: “Gli 80 euro al ceto medio sono stati contestati per anni. Ora persino gli avversari li difendono: prima ti insultano, poi ti copiano. Noi rilanciamo. Pensiamo che gli 80 euro netti mensili vadano estesi ai genitori per ciascun figlio minorenne. O una misura simile: fare un figlio non può essere un problema economico. Incoraggiare la maternità passa anche da un sistema di servizi e di aiuti fiscali. Per ogni misura noi indicheremo le coperture”.
GM
Fonte: Quotidiano Nazionale
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