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Bimbo di 13 mesi muore in ospedale, il padre: “Il mio mondo è crollato”

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kodiUna coppia di giovani genitori condivide con i media il dolore per la perdita del figlio Kodi, un bambino di appena 13 mesi morto a causa di una malattia alla vigilia di capodanno. Il piccolo era nato prematuro e sin dai suoi primi giorni aveva mostrato debolezza e costanti stati febbrili. Un giorno la temperatura corporea si è attestata stabilmente sui 40 gradi a causa del morbo di Pelizaeus-Merzbacher che lo affliggeva ed i genitori, dato che era pure entrato in crisi respiratoria lo hanno portato all’ospedale di Rhymney, Galles.

I medici hanno fatto il possibile per salvare la vita al bambino, ma ad un certo punto hanno comunicato ai genitori che i tentativi di rianimazione erano inutili così questi hanno deciso di farli smettere. Quello è stato un momento difficile per Jordan Phipps e Sara Hiscox, i due genitori, che non hanno potuto fare altro che accettare quell’infausto destino. Proprio il padre, intervistato dal ‘The Mirror’, ha condiviso quanto accaduto in quei terribili giorni: “E’ stata la decisione più difficile della mia vita. Kodi era stato ricoverato per due giorni in ospedale perché i medici avevano notato che il battito era irregolare. Lo abbiamo riportato a casa ed un paio di giorni dopo ha sviluppato un nistagmo (movimento involontario) che gli causava un tremore agli occhi. I medici ci hanno detto che era dovuto alla sua nascita prematura, ma noi pensavamo che qualcosa non andasse come doveva”.

I due coniugi hanno quindi chiesto il parere di un secondo medico, il quale li ha tranquillizzati confermando che si trattava di un effetto collaterale della nascita prematura. L’ultimo giorno dell’anno, la famiglia Phipps ha cenato regolarmente e dopo che tutti gli amici sono andati a casa, Jordan ha misurato la temperatura al figlio scoprendo che era sui 40 gradi. Il piccolo non dava, però, segni di disagio e i suoi occhi erano assenti, quindi l’uomo ha chiamato un’ambulanza. Quando sono giunti in ospedale la tragedia si è completata: “Hanno tentato di rivitalizzarlo -spiega Jordan- ma i suoi segni vitali rimanevano bassi. Ho detto a mia moglie di prendergli la mano e insieme abbiamo detto basta, è stato crudele. E’ stata la decisione più difficile della mia vita”.

F.S.