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Bambine spose a 9 anni. La scuola di Imam si trova nel milanese

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(Websource/archivio)

La notizia è di pochi giorni fa ed ha fatto scalpore in tutto il mondo. Ovvero, la Diyanet, cioè la massima autorità religiosa del Paese, ha dichiarato la riduzione dell’età minima per sposarsi, 9 anni per le bambine e 12 per i maschietti affermando quanto sia giusto il matrimonio proprio a 9 anni. Una notizia comparsa sui quotidiani di opposizione turchi pochi giorni fa e confermata sul sito della stessa Diyanet. Secondo quanto riportato dal giornale “Sozcu”, il matrimonio di bambine di quell’età è stato definito necessario al fine di evitare che le minorenni vivano relazioni considerate illegittime. Fatto non trascurabile è che, attualmente in Turchia il matrimonio è permesso per i minori di 18 anni solo in via tutto eccezionali e comunque seguito dal consenso dei genitori o del tutore legale o addirittura del giudice.

Ennesima attestato di forza dunque da parte dell’islam oscurantista che ha successivamente generato innumerevoli polemiche seguite da varie ritrattazioni contemporanee alla scomparsa dal sito, della nota esplicativa della legge islamica. Impossibile però, cancellare il legame che c’è ed è evidente, tra la Diyanet e i musulmani che vivono nel nostro paese o meglio a una parte di essi, quelli del Caim (Coordinamento dei centri islamici di Milano, Monza e Brianza). In rete è ancora reperibile, dal portale del Caim, un bando per le borse di studio destinate agli studi in Scienze islamiche. Nel documento, con data che risale al 2015 si evince quanto segue: “Il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza, in collaborazione con Diyanet, l’Agenzia per gli Affari religiosi della Turchia, mette a disposizione dei musulmani italiani cinque borse di studio per giovani che vogliano conseguire la laurea in Scienze islamiche”.

Sembra dunque che la Diyanet faccia da garante degli studi islamici degli imam milanesi. Tutti sanno quanto sia rilevante per i fedeli la figura degli imam (storicamente sono i capi della Comunità islamica, nonchè i capi delle moschee cittadine targate Caim addestrati a Istanbul da oscurantisti turchi), anche e soprattutto in Paesi non musulmani, e quanto sia importante la formazione di questi cosidetti sacerdoti. È chiaro allora quanto questo accostamento fra importanti centri islamici milanesi e questo islam di Stato che in Turchia sostiene Erdogan, metta paura in Italia e soprattutto nelle zone interessate. D’altra parte del Caim fa parte la turca Milli Gorus (altra associazione islamica turca), sigla inserita addirittura in una lista nera dell’antiterrorismo tedesco. E il nuovo presidente del Caim, Osman Duran, arriva proprio da Milli Gorus che a Milano ha sede in via Maderna. Dell’ addestramento turco si è già parlato tempo addietro in Consiglio comunale, con Matteo Forte, consigliere comunale e capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino, che ha espresso il suo pensiero: “Legittimando il Caim e Milli Gorus, si permetterà che nei prossimi anni nei luoghi di culto su aree pubbliche del Comune ci saranno predicatori che certo, almeno a giudicare dalle parole di chi sarà chiamato a formarli, non promuoveranno il dialogo tra culture e fedi”. Una frase dura tanto dura quanto vera.

GVR