Home Cronaca Trieste. Canzone di Natale a scuola: “Piccolo Gesù” trasformato in Perù.

Trieste. Canzone di Natale a scuola: “Piccolo Gesù” trasformato in Perù.

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(Websource/archivio)

Il Mondo è bello perchè vario e mettere insieme tanta varietà non è semplice soprattutto quando si parla di religione. Lingue, ideologie, civiltà diverse, nemmeno il Natale mette tutti d’accordo. Pensiamo a quello accaduto in una classe di terza media della scuola “Beato Odorico da Pordenone di Zoppola”, dove una maestra, di sua iniziativa, per rispettare la sensibilità dei bimbi mussulmani, nella canzone di Natale ha fatto cambiare il nome di Gesù in Perù. Ignara dei fatti la preside dell’istituto, Armida Muz che ha commentato la vicenda così:”Non sono d’accordo con simili scelte, se una canzone contiene il termine Gesù, non la si può modificare. Se si ritiene che certi tipi di testi possano arrecare disagi a qualcuno, si devono scegliere canzoncine senza determinati riferimenti. Ho parlato con l’insegnante che ha fatto imparare ai bambini la versione modificata di Minuetto di Natale, è una maestra valida e preparata, con ruoli importanti all’interno dell’istituto. Ha ammesso di aver sbagliato, è dispiaciuta e mi ha assicurato che una cosa simile non si ripeterà. Dal canto mio, l’ho richiamata verbalmente, visto che le sanzioni previste dall’ordinamento didattico, a mio parere, devono essere applicate per situazioni più gravi”.

Indignati e contrariati per la situazione, molti genitori quando ne sono venuti a conoscenza. La scoperta è stata fatta dai familiari di due fratellini che durante il pranzo di Natale hanno intonato a casa la canzoncina imparata a scuola. I genitori a quel punto hanno chiesto spiegazioni e la notizia si è diffusa in poco tempo tra i parenti tanto che sui social sono state postate diverse critiche nei confronti della maestra e della scuola in generale. Commento social sulla questione anche della presidente di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni: “Roba da matti: ormai il politicamente corretto ha superato ogni limite di decenza ed è diventato grottesco e ridicolo”.

GVR