Home Politica Renzi: “Reddito di dignità? Lo pagano coi soldi del Monopoli”

Renzi: “Reddito di dignità? Lo pagano coi soldi del Monopoli”

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renziDuro attacco dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi nei confronti di Silvio Berlusconi e del Movimento 5 Stelle. Il tema sono le due proposte simili lanciate dai suoi due principali competitor per le prossime elezioni. Forza Italia e Lega infatti hanno lanciato l’idea di un reddito di dignità: “Chi è sotto una certa soglia non solo non dovrà pagare le tasse ma lo Stato dovrà versargli la somma necessaria per arrivare ai livelli di dignità garantita da Istat” e individuati in mille euro al mese. Su questo tema e sul reddito di cittadinanza proposto dai Cinque Stelle Renzi si pronuncia così attraverso un tweet: “Berlusconi e Salvini dicono reddito di dignità, pensioni a mille euro, flat tax al 20%. Costo: 157 miliardi di euro. Grillo e Di Maio dicono reddito di cittadinanza (780 euro al mese per 9 milioni di persone). Costo totale: 84 miliardi. Come li coprono? Coi soldi del Monopoli?”.

Poi l’ex premier e segretario del Pd aggiunge: “Oggi ho fatto i calcoli delle ultime tre proposte elettorali di Berlusconi. Siamo già oltre 150 miliardi e la cosa folle è che non si scandalizzi nessun editorialista. Come le paga? Spunta un miliardario cinese all’improvviso come è successo per il Milan o alza le tasse? Noi del Pd non proporremo riforme mega-galattiche, non scriveremo un libro dei sogni: siamo coerenti e concreti”.

Infine Renzi rivendica le cose buone fatte dal suo governo: “Secondo Istat i lavoratori italiani erano 22 milioni nel 2014, sono 23 milioni oggi. Bene, un milione in più. Dobbiamo creare le condizioni per arrivare a 24 milioni, certo. Ma dobbiamo anche porci il problema di come migliorare la qualità di quel lavoro, non solo la quantità. E per farlo servono gli incentivi e gli sgravi certo, ma anche la certezza della giustizia o la semplicità della burocrazia. Una visione di insieme per i prossimi anni. Possiamo permetterci di parlare di futuro perché abbiamo fatto uscire l’Italia dalle sabbie mobili. Ma dire futuro non significa sparare promesse in libertà”.