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Manovra 2018. Tante le novità, dai precari del lavoro al bonus bebè

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(Websource/archivio)

Molte ed al quanto interessanti, le misure approvate dalla commissione Bilancio alla Manovra, su cui il governo ha chiesto la fiducia. Si passa dall’ampliamento dell’Ape social ad altre 4 categorie di lavoratori gravosi, la conferma ma solo a tempo determinato, cioè per l’anno 2018, del bonus per i neonati, aumentato il reddito di inserimento per i nuclei poveri, la nascita di un fondo anche per chi si prende cura dei parenti anziani, crescita del reddito massimo dei figli per considerarli a carico e avere diritto alle detrazioni fiscali. Questi sono solo alcune dei principali cambiamenti che verranno attuati a breve, ma andiamo nel dettaglio.

Parliamo delle elezioni. Stanziato circa 1 milione nell’anno che sta per venire, utile ad una serie di misure che si legano all’entrata in vigore del nuovo sistema elettorale. Solo per le prossime elezioni infatti , sarà ridotto ad un quarto il numero delle sottoscrizioni necessarie (da 1.500 il minimo, 2.000 il massimo per ciascun collegio plurinominale) per la presentazione delle candidature sia per le elezioni della Camera sia del Senato. Sono quindi richieste, almeno un minimo di 375 sottoscrizioni per ciascun collegio plurinominale. Si ammette la presenza di osservatori internazionali OSCE presso gli uffici elettorali di sezione in occasione di consultazioni elettorali o referendarie.

Il bonus bebè. Chi nel 2018 avrà un bambino incasserà questa agevolazione. Sono 80 euro al mese se il reddito Isee (cioè l’indicatore che misura il reddito e il patrimonio del nucleo familiare) è inferiore a 25 mila euro l’anno. Raddoppiano, a 160 euro al mese, se l’Isee scende sotto i 7 mila euro l’anno. Il bonus bebè non diventa comunque stabile. I soldi ci sono solo per il 2018. Per confermarlo anche in futuro sarà necessario trovare altri soldi nella Legge di Bilancio dell’anno prossimo.

Ape social. Vengono escluse altre 4 categorie di lavori gravosi, braccianti, siderurgici, marittimi e pescatori, già fuori dall’aumento dell’età pensionabile nel 2019 secondo l’intesa tra Esecutivo, Cisl e Uil. Aumenta invece lo sconto contributivo per le mamme che lavorano dai sei mesi di tempo ad un anno per figlio, fino a un massimo di due anni. In più ci sarà la possibilità di avere l’anticipo pensionistico anche per i parenti di secondo grado, purché conviventi, che si occupino di assistere il parente disabile.

Figli a carico. Maggiore sarà il numero dei genitori che avranno il diritto allo sconto sulle tasse. Il limite massimo di reddito incassato dai figli per essere considerati fiscalmente a carico sale dai 2.840 euro lordi l’anno attuali fino a 4 mila euro, sempre lordi l’anno. L’aumento riguarda solo i figli fino a 24 anni d’età e non oltre. Per tutti gli altri familiari a carico, che siano figli più grandi o altre persone con un differente grado di parentela, la soglia di reddito resta ferma a 2.840 euro.

Reddito di inclusione per le famiglie più bisognose. Dal primo gennaio 2018 avrà inizio il Rei, il Reddito di inclusione per aiutare le famiglie povere. Si tratta di un bonus che può arrivare fino a 461 euro al mese nelle famiglie di almeno 4 membri. Per avere diritto al beneficio è necessario avere un Isee al di sotto dei 6 mila euro l’anno, con l’aggiunta di almeno un minore in casa. Nella manovra ci sono risorse aggiuntive, quasi 2 miliardi per i prossimi tre anni.

Agevolazioni lavorative per gli under 35. Per aumentare il numero di assunzioni e ridurre la disoccupazione, cambia il sistema degli incentivi alle imprese. Da gennaio l’azienda che farà firmare un contratto stabile a chi ha meno di 35 anni avrà per tre anni uno sconto del 50% sui contributi, sfiorando così i 3 mila euro. Per chi assume disoccupati da almeno sei mesi ed in particolare al Sud, lo sconto raddoppia. Dal 2019 l’età massima del lavoratore per avere diritto al bonus scenderà a 29 anni.

Queste sopra elencate, le principali ed efficaci novità in corso d’opera nel nuovo anno, ma non le uniche. Si registrano infatti altri cambiamenti, come lo stop agli stipendi in contanti, i fondi per il terremoto (Gli 80 milioni risparmiati dalla Camera saranno destinati al fondo per la ricostruzione delle aree terremotate), prorogata nel 2018 l’integrazione della Cigs per i dipendenti Ilva, bonus una tantum per professori e ricercatori universitari di ruolo a parziale compensazione del blocco degli scatti del quinquennio 2011-2015, il passaggio dai 50 milioni ai 100 per il fondo per le vittime delle frodi bancarie,  il riconoscimento per il 2018 di un incentivo alle cooperative sociali per le assunzioni a tempo indeterminato, di persone a cui sia stata riconosciuta protezione internazionale dal 1° gennaio 2016. Incentivi anche per le assunzioni di donne vittime di violenza di genere e molto ancora da scoprire e da sapere nei prossimi mesi. non ci resta che attendere per capire se, per una volta e finalmente, le premesse saranno rispettate.

GVR