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“Lascio casa mia ai profughi”, pioggia di critiche su Antonio

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Calò
Calò con la sua famiglia e i profughi ospitati (Facebook)

Antonio Calò era già finito al centro di numerose critiche e polemiche quando decise di accogliere nella sua casa di Treviso alcuni profughi. L’uomo, un professore di filosofia, insieme alla moglie e ai quattro figli avevano accolto sei richiedenti asilo. All’epoca molti lo subissarono di critiche accusandolo di avere un tornaconto economico e chiedendogli di dimostrare cosa ne facesse dei 30 euro al giorno per ogni profugo che gli pervenivano in qualità di “ente” ospitante. Calò spiega che da marzo i profughi da lui ospitati “sono usciti economicamente dal sistema d’accoglienza e lo Stato non eroga più nulla per loro” e aggiunge di fronte alle tante critiche che “non vedere il bene è pericoloso, e di fronte all’ignoranza non posso nulla”.

Ora, come riporta  il settimanale della diocesi locale Vita del Popolo, Calò ha deciso di andare oltre col suo gesto di solidarietà e lascerà la propria abitazione ai profughi che vivono ormai da mesi con lui. Il professore e la sua famiglia si trasferiranno invece in canonica accolti da don Giovanni Kirschner, parroco di Sant’Angelo a Santa Maria sul Sile. Calò spiega: “Da una parte questa esperienza che andremo a fare serve a umanizzare la vita del prete dall’altra dà un senso di chiesa che valorizza anche la vita famigliare. “Il distacco dal valore delle cose ci aiuterà ad affrontare questo che è l’ottavo trasloco per me e Antonio”, spiega la moglie Nicoletta.

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