Home Cronaca ‘Omicidio del Po’, carabiniere killer e compagna condannati

‘Omicidio del Po’, carabiniere killer e compagna condannati

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È stato condannato a 20 anni Salvatore Ciammaichella, il carabiniere killer ex maresciallo accusato di aver ucciso un anno e mezzo fa il 66enne barista Antonio Piombo a Garofolo, in provincia di Rovigo. Ed anche alla compagna Monia Desole il gup ha inferto una pena detentiva, pari a 18 anni di carcere. Il tutto si è svolto con rito abbreviato, cosa che ha comportato lo sconto di un terzo della pena, e le accuse nei confronti dei due imputati sono di omicidio volontario, rapina ed anche uso indebito di carte di credito, che appartenevano alla vittima. Ciammaichella e la Desole sono stati condannati anche a altri 2 anni e 8 mesi per il reato di abbandono di minore, dal momento che in diverse circostanze avevano lasciato da sola la loro figlia di 8 anni per andare a giocare alle slot machine ad una sala in località Occhiobello. Ciammaichella, che ha lasciato con disonore l’Arma, deve scontare pure 4 mesi per violazione della legge sulle armi. Ad Agostino Piombo, fratello del 66enne ucciso, è stata accordata una provvisionale di 160mila euro. L’uomo conviveva con la vittima e nel processo si è costituito parte civile.

Carabiniere killer e compagna condannati, avevano provato a depistare le indagini

La vicenda che ha visto coinvolto il carabiniere killer era nota come ‘l’Omicidio del Po’, dal momento che si era consumato sulle sponde del fiume, il 26 maggio 2016. Ciammaichella prestava servizio alla stazione di Cento, in provincia di Ferrara, ed al momento dell’omicidio la sua compagna era con lui. Il tutto sarebbe accaduto perché il carabiniere e la sua fidanzata si erano appartati in auto in una zona isolata lungo il Po, ma nei pressi era presente Antonio Piombo. Da lì ne era sorto un diverbio sfociato in tragedia, con Ciammaichella che aveva ceduto al proprio istinto finendo con lo sparare il barista al petto e sulla fronte. In sua difesa l’ex maresciallo ha affermato che non era sua intenzione far esplodere i colpi di pistola e che tutto sarebbe capitato accidentalmente, perché la sua pistola d’ordinanza era sprovvista della sicura in quel momento. Ma Ciammaichella e la fidanzata hanno poi provato a depistare le indagini spostando l’auto di Piombo parcheggiata nei pressi, provando ad inscenare un omicidio per furto. Ad incastrarli però era stata una ripresa di una telecamera di sorveglianza in autostrada.

S.L.