Ogni primavera succede la stessa cosa. Le giornate si allungano e arriva il momento di spostare le lancette dell’orologio di un’ora.
Con l’arrivo della primavera torna anche uno degli appuntamenti più conosciuti dell’anno: il passaggio all’ora legale. Un cambiamento che ormai fa parte della nostra routine stagionale, anche se ogni volta qualcuno si ritrova a chiedersi quando bisogna spostare le lancette.
Nel 2026 il cambio avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Il momento preciso è fissato alle 2 di notte, quando gli orologi dovranno essere portati avanti di un’ora. In pratica, si passerà direttamente alle 3.
Questo significa una cosa molto semplice: quella notte dormiremo un’ora in meno. In compenso, nei mesi successivi avremo pomeriggi più lunghi e luminosi. Ed è proprio questo il motivo per cui esiste l’ora legale.
L’idea dietro questo sistema è sfruttare meglio la luce naturale durante la stagione più luminosa dell’anno. Spostando l’orario in avanti, il tramonto arriva più tardi e si riduce il tempo in cui è necessario accendere le luci artificiali.
Non è un cambiamento enorme nella vita quotidiana, ma su scala nazionale può incidere sui consumi energetici. Per questo motivo l’ora legale è stata adottata da molti Paesi già da diversi decenni. In pratica, si cerca di adattare l’orologio umano al ritmo della luce naturale.
E anche se per molti il cambiamento passa quasi inosservato, per qualcun altro il corpo impiega qualche giorno ad abituarsi.
Il nostro organismo segue ritmi biologici molto precisi. Per questo anche uno spostamento di un’ora può creare qualche piccolo disagio nei primi giorni.
Alcune persone, per esempio, avvertono:
Di solito però il corpo si adatta abbastanza rapidamente. Nel giro di pochi giorni il ritmo sonno-veglia torna a stabilizzarsi e la differenza smette di farsi sentire.
Un piccolo trucco può essere andare a dormire leggermente prima nelle sere precedenti al cambio. Aiuta a rendere la transizione più graduale.
Una volta bisognava ricordarsi di cambiare manualmente ogni orologio di casa. Oggi la situazione è molto più semplice.
Smartphone, computer, tablet e smartwatch collegati a internet aggiornano automaticamente l’orario. La modifica avviene in modo automatico e spesso nemmeno ce ne accorgiamo.
Diverso il discorso per gli orologi analogici o per alcuni elettrodomestici. In quei casi bisogna ancora intervenire manualmente. Niente di complicato. Basta ricordarsi di spostare le lancette avanti di un’ora.
Negli ultimi anni il sistema dell’ora legale è diventato anche oggetto di discussione a livello europeo.
Da tempo si parla della possibilità di abolire il doppio cambio stagionale e mantenere un unico orario per tutto l’anno. Alcuni sostengono che il passaggio possa avere effetti sul benessere e sul sonno. Altri invece ritengono che i benefici energetici siano ancora rilevanti.
Per il momento, però, non è stata presa una decisione definitiva. L’ora legale continuerà quindi ad accompagnarci ancora per diversi anni.
Nel 2026 resterà in vigore fino all’autunno, quando tornerà l’ora solare. Il ritorno avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, quando le lancette verranno riportate indietro di un’ora. E allora sì che recupereremo quell’ora di sonno persa in primavera.
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