Manca poco e Paola Egonu salirà sul palcoscenico del teatro Ariston per condurre il Festival di Sanremo accanto ad Amadeus. Eppure le sue posizioni sull’Italia non accennano a cambiare.
La campionessa di pallavolo non torna indietro e a poche ore dalla sua presenza al Festival, ribadisce in conferenza stampa che l’Italia, a suo dire, è un paese di razzisti.
“Secondo me non c’è bisogno di una risposta e sappiamo tutti perché”– Lo ha detto Paola Egonu rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Matteo Salvini che si era augurato che la campionessa di volley di origine nigeriana non parlasse di razzismo, perché l’Italia secondo il leader della Lega non è un paese razzista. “L’Italia è un paese razzista? Sì, ma non vuol dire che tutti sono cattivi, ignoranti. Non voglio fare la vittima, ma solamente dire come stanno le cose. È un paese razzista che però sta migliorando“- ha precisato Egonu che condurrà il festival accanto ad Amadeus nella serata di giovedì 9 febbraio.
L’attesa per il monologo della campionessa di pallavolo è tanta. Durante la prima serata l’imprenditrice e influencer Chiara Ferragni si è soffermata sulle discriminazioni che ancora oggi colpiscono le donne. Di che cosa parlerà, invece, Paola Egonu. Delle discriminazioni di chi non ha la pelle bianca? La pallavolista spiega: “Nel monologo mi racconto, quindi ci sarà una parte dedicata al razzismo“. Qualche giorno fa la giovane aveva dichiarato di aver avuto un’infanzia da incubo a causa del colore della sua pelle e che, a suo giudizio, in Italia imperversa ancora un clima fortemente razzista. Parole che sono state recentemente smentite da un’altra donna immigrata in Italia tanti anni fa, la mamma della cantante Elodie la quale ha dichiarato, al contrario, che l’Italia non è affatto un paese razzista ma che, purtroppo, i pregiudizi e l’ignoranza ci sono ovunque. Infine Egonu ha risposto a domande circa la sua carriera: “Tornare a giocare in Nazionale? Sto metabolizzando tutto, ma se ci dovesse essere la possibilità, sì lo farei“- ha concluso la campionessa la quale, nonostante il razzismo imperante, tornerebbe volentieri a giocare nella Nazionale italiana.
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