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La strage sul lavoro non si ferma: a Treviso operaio di 31 anni resta incastrato al nastro trasportatore

Ennesima tragedia sul lavoro. Un giovane di 31 anni è deceduto dopo essere rimasto incastrato nel macchinario con cui stava lavorando.

La tragedia è avvenuta in provincia di Treviso. Il giovane operaio lascia la moglie e una bambina piccola.

L’operaio morto/ archivio web-Leggilo

A trovare il corpo senza vita del 31enne sono stati i colleghi. L’operaio giaceva esanime schiacciato  sotto un pesante cumulo di ghiaia. È morto così Andrei Perepujniy, operaio moldavo, in Italia dal 2019. L’incidente è avvenuto alla Cava Mosole, nel territorio del Comune di Villorba nel Trevigiano. L’uomo, assunto lascia la moglie e una figlia piccola di soli tre anni. Sul fatto farà ora luce la Procura di Treviso che ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati, per omicidio colposo.

Morto schiacciato da un cumulo di ghiaia

L’ennesima morte sul lavoro/ archivio web-Leggilo

Dalle prime ricostruzioni pare che l’operaio stesse lavorando al nastro trasportatore quando  sarebbe rimasto agganciato proprio al nastro e poi sarebbe finito in un cumulo di ghiaia, rimanendo intrappolato. Il materiale lo avrebbe schiacciato, provocandone la morte quasi istantanea. Sono stati gli stessi addetti della Mosole a chiamare i primi soccorsi: sul posto è accorso il personale del Suem 118 di Treviso ma quando i soccorritori  sono arrivati per il giovane non c’era più nulla da fare se non constatarne  il decesso. Su questa morte bianca si è espresso anche il sindaco di Villorba Francesco Soligo: “Non si può morire di lavoro a 31 anni. Quella che abbiamo davanti è una strage che non si ferma: 7 morti l’anno scorso e nel 2023 non si è ancora concluso un mese e già abbiamo la prima tragedia. È una piaga che va stroncata una volta per tutte investendo tutte le risorse, materiali e morali, sull’educazione alla sicurezza nel posto di lavoro che rimane, va ribadito, l’unico modo valido per evitare queste morti assurde. Alla famiglia dello sfortunato lavoratore vanno le condoglianze mie personali e quelle di tutta la comunità villorbese“- le parole del primo cittadino. L’ultima morte sul lavoro nel comune veneto risale al 15 dicembre scorso quando Dritan Mecaj, operaio albanese di 43 anni, era morto asfissiato in una cisterna in acciaio all’interno dell’azienda vitivinicola Corvezzo Winery di Cessalto. Anche a Napoli, qualche giorno fa, è morto un giovane operaio mentre stava lavorando. Si chiamava Antonio Golino e aveva solo 22 anni.

 

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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